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Cultura

La Disney acquista Marvel

 
Mega fusione nel campo dei fumetti. Paperone compra l'Uomo Ragno e altri 5000 personaggi. Un giro d'affari immenso. Mai in Italia il mercato langue. Di Fracesco Cascione
 
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Genova, 02 settembre 2009
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di
Francesco
Cascione
   
Uomo ragno

Fino a questi giorni sembrava che fosse stato il Real Madrid a dominare il mercato dei sogni fatto di acquisti delle prestazioni di talenti. Kaka, Cristiano Ronaldo, Xavi Alonso, nomi difficili da mettere assieme persino con la Play Station. In questo speciale commercio, per cui le Merengues hanno investito oltre 200 milioni di Euro, i madrilisti sono stati superati da una multinazionale che ha comprato i talenti più potenti del mondo - compreso un paio di dei - spendendo oltre 4 miliardi di dollari. L'operazione faraonica è stata condotta da due colossi, e si è conclusa con la Marvel assorbita dalla Walt Disney. Immaginate l'Uomo Ragno, Hulk, I Fantastici Quattro, Iron Man, Thor, gli X men e gli oltre 5000 personaggi della casa di New York fare le valige per dirigersi verso Paperopoli o Topolinia. Un esodo biblico.

Il costo dell'operazione è da far girare la testa: gli azionisti di Marvel riceveranno un totale di 30 dollari più lo 0,745 delle azioni Disney per ogni azione posseduta. Alla fine il valore totale di cash e azioni permetterà alla casa fondata da Walt Disney di possedere non meno del 40 per cento della multinazionale che ha creato alcuni dei personaggi a fumetti più amati al mondo. Tutto questo si traduce nel titolo per cui Topolino si mangia l'Uomo ragno. Ma non è tutto. La Marvel in questi anni ha rilanciato i suoi personaggi al cinema, incassando diversi fantastiliardi, e tanti ne guadagnerà nei prossimi anni, roba che il deposito di Paperon de Paperoni potrebbe non bastare (la Marvel detiene anche i diritti della Torre Nera di King, un colosso letterario già tradotto in comics).

Immaginate cosa potrebbe fare la Pixar - il lato hi-tech delle produzioni Disney - potendo attingere al mondo dei super-eroi più amati al mondo, per non parlare dei parchi a tema che potranno arricchirsi di attrazioni capaci di avvicinare anche i teenagers più scettici di fronte alla parata Disney. Non è difficile immaginare la costruzione di un Baxter Buildin, la casa dei Fantastici 4, accanto al castello di Fantasia. Ma il discorso vale anche al contrario, perché gli sceneggiatori Marvel sono quanto di meglio ci sia in giro. Nei prossimi mesi potrebbe arrivare nelle edicole una RECTON, una correzione di continuity della famiglia dei Paperi: da dove arrivano Qui, Quo e Qua? È possibile riesumare quello che qualcuno ha battezzato con il nome di Que, il quarto nipotino spesso inserito per errore da alcuni disegnatori un po' distratti, per non parlare delle origini di Paperinik.

Di solito si dice che la fusione di due colossi non dia la somma esatta dei due, in questo caso invece, 1+1 potrebbe anche fare 3!

Tutto questo mentre sul nostro lato dell'Atlantico il fumetto langue in acque se non pessime diciamo non un po' paludose. È di questi giorni la notizia che nuove serie - dopo che altre ci hanno già lasciato - stanno per chiudere i battenti ancor prima di aver visto la luce. Jonh Doe, di Roberto Recchioni, è uno dei prodotti nostrani più interessanti, tanto originale da poter essere paragonato all'esordio di Dylan Dog negli anni Ottanta. Originale, coraggioso, mai ovvio, nuovo anche dopo una decina di anni. Non la pensa così il nuovo editore Eura che, scontento per delle vendite non ritenute adeguate (difficile definire tali parametri quando si parla di fumetti) ha deciso si tagliare la saga del Sig Doe al numero 77. Destino simile quello che la Star Comics ha deciso per Trigger, la miniserie con cui Ade Capone sperimentava un approccio corale al concetto di protagonista di un comics, la cui chiusura è stata anticipata di due numeri.

In un momento di crisi sembra naturale che la gente rinunci al circense per il panem, ma va anche detto che in molti paesi, soprattutto in America ma anche in Europa, libri, film, dischi e fumetti sono considerati beni di prima necessità, a cui legarsi anche quando il mondo sembra ostile. Non è un caso che le migliori produzioni nell'arte dell'immaginato spesso siano legate a momenti di crisi. Basta vedere quando sono nati gli eroi che ancora adesso ci appassionano o leggere quanto siano valide le opere che in questo momento arrivano da oltreoceano per capirlo.

Nel nostro paese si pensa - forse anche a causa di un retaggio culturale dedito al sacrifico - che quando si sta male, bisogna stare male, meglio se peggio. Rinunce, sacrifici e tanto sangue marcio. Non è un caso che mentre Amelia sul picco del Vesuvio si ammazza per arrivare ad un centesimo, Paperone apra le porte del suo deposito all'Uomo Ragno e 5000 dei suoi amici.

 
 
 
 
 
 
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