Nell'estate scorsa la cultura architettonica genovese ha assistito, inerme, allo "smontaggio" della tettoia in acciaio del padiglione IRI, alla Fiera del Mare di Genova, progettato nel 1963 dall'architetto Angelo Mangiarotti. Questo fatto è passato inosservato alla società civile, che solo a distanza di mesi e grazie all'indignazione di pochi, ha riconosciuto questo "crimine".
La peculiarità di questo oggetto è l'unione di un elemento leggero, in rapporto con lo spazio aperto, la tettoia, ed una sala per conferenze, tuttora riconoscibile con molta immaginazione e forse neanche più agibile, ipogea per quasi la sua totalità, che diventa nella parte emergente (un metro e mezzo circa), basamento della tettoia e luogo.
La ricerca sostanzialmente si estende in quattro sezioni. La prima dal valore documentario contiene una ricostruzione virtuale dell'oggetto in 2D e 3D; la seconda che si avvale di informazioni direttamente ottenute dall'incontro con l'architetto Angelo Mangiarotti, affronta la lettura del progetto e contiene stralci del suo racconto. La terza sezione è una denuncia di ciò che è stato perso, mentre l'ultima, sperimenta una decontestualizzazione del padiglione dal suo contesto originario.
1_
ricostruzione virtuale
2_
storia di un progetto
3_
come era, come è
4_
decontestualizzazione
Ringraziamo l'architetto Angelo Mangiarotti per il tempo che ci ha dedicato e per averci fatto apprezzare questa opera che oggi rimpiangiamo un po' di più.