Verde verde verde. Solo ad evocarlo già ci si sente più rilassati. Il vento tra le foglie, l'erba fresca dei prati, fiori viola, gialli e rossi. Ebbene, vi abbiamo tormentato dall'inizio dell'estate con il nostro guerilla gardening, siamo andati in giro per Genova insieme a Giorgio Boratto e abbiamo visto come sono tenuti alcuni parchi cittadini. E non abbiamo scoperto solo belle cose. Una città che ha fatto tanti passi avanti, che è più bella, più ospitale di vent'anni fa, ma che sembra rinnegare i suoi spazi verdi.
Ringrazio tutti i lettori che ci hanno inviato le loro denunce, e li invito a continuare. Giorgio Boratto fra breve ci dirà come sono conciati Villetta di Negro e i Parchi di Nervi. Nel frattempo propongo a chi va in giro per le vacanze di inviarci foto e commenti sullo stato del verde nelle altre città italiane, europee o di altri continenti. Comincio io con Amburgo. Lo so, è esagerato fare un paragone tra la cultura del verde che hanno i tedeschi e quella che abbiamo noi. Tra Genova, strozzata tra il mare e le montagne, e Amburgo che si è potuta espandere in pianura.
Ad Amburgo si può camminare anche per dieci chilometri in città ed essere circondati da alberi, piante, cespugli e fiori. Tra i canali e l'Elba. Bambini, cani, gente che passeggia, corre e pedala. Sono tutti più tranquilli, meno stressati. Ti sorridono spesso. Se hai una cartina della città in mano e ti guardi intorno con l'aria sperduta, fanno a gara per darti informazioni. Il verde è fondamentale.
Amburgo è un grande porto del Nord, Genova una porta fondamentale del Mediterraneo. E allora forse qualche paragone si può fare. Ma fatelo voi, guardando le foto.
Inviate i vostri contributi a redazione@mentelocale.it