| |
|
|
|
Società & Tendenze
|
|
| |
Guerrilla Gardening: dite la vostra |
| |
| Continua l'inchiesta di mentelocale.it sulle aree verdi. I lettori di mentelocale dicono la loro sulle aiuole trascurate. Alessandro Giacobbe: «i giardini di Villa Croce sono abbandonati» |
| |
 |
Alcune settimane fa è partita la nostra inchiesta sulle aree verdi e sulle iniziative per preservare i polmoni delle città. Abbiamo parlato anche della sentenza del Tar che dà il via libera ai cantieri per la costruzione di un parcheggio nel parco dell'Acquasola, a Genova, in cui sono a rischio una trentina di alberi secolari.
Poi Giorgio Boratto ci ha parlato dell'attività di guerrilla gardening e ci ha raccontato lo stato in cui versano le aiuole di Carignano, la passeggiata fra Mura delle Cappuccine e il Parco dell'Acquasola, Villa Gruber e Villa Croce. I 'guerriglieri dell'aiuola' non fanno azioni violente, semplicemente si prendono cura degli spazi abbandonati o pieni di spazzatura e gli ridanno vita, piantando fiori e piante.
Abbiamo chiesto alla community di mentelocale.it di segnalarci gli spazi verdi incolti o degradati, oppure di descrivere i luoghi che sono stati risanati da privati cittadini: in molti ci hanno mandato il loro contributo (leggi gli articoli 'Guerrilla Gardening: la vostra inchiesta sul verde in città' e 'Guerrilla Gardening: la parola ai lettori'. Da Sanremo, Claudio Covini ha anche parlato del caso dei pini di via Padre Semeria, che alcuni vorrebbero abbattere per piantare le palme.
Nella chiacchierata di Alberto Pezzini con Libereso Guglielmi si parla anche di questo. Oltre che di Italo Calvino, della Sanremo che non c'è più, e di tante altre cose.
E dopo tante note dolenti sullo stato del verde cittadino, finalmente una notizia positiva: Giorgio Boratto ha parlato del progetto Orti di paglia.
Continuate a inviarci le vostre segnalazioni, a scriverci le vostre opinioni o a mandarci foto o video all'indirizzo redazione@mentelocale.it. |
|
 |
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Spett.le Redazione, ho letto con tristezza le notizie sulla condizione dei giardini di Villa Croce, situazione a me ben nota. Per dieci anni ho organizzato il cinema all'aperto tra mille difficoltà e mugugni, infine ho gettato la spugna due estati fa stufo delle lamentele di (pochi) residenti, ma soprattutto degli attacchi ingiustificati da parte del Presidente del Consiglio di Circoscrizione Aldo Siri, che imputava al Cinema lo stato di degrado dei giardini. Bene, mi sono detto, sono talmente affezionato a questo luogo, dove ho trascorso la mia infanzia, che se c'è solo il dubbio da parte di qualcuno che il cinema sia la causa di tutto, faccio un passo indietro. Pazienza se col cinema ci occupavamo per tre mesi della pulizia, della disinfestazione zanzare, della semina del prato (tutto a nostre spese). Mi aspettavo che finalmente chi di dovere intervenisse per un restyling ed un recupero che l'arena estiva apparentemente ostacolava... Bel risultato! La situazione è invece peggiorata, nessuno si occupa più dei giardini - tantomeno nei tre mesi estivi quando c'era il cinema - e la città ha un servizio socio-culturale in meno da due anni, anche se abbiamo traslocato la nostra iniziativa al Cinema Corallo in Carignano (con l'aria condizionata al posto delle stelle...).
Cordiali saluti, Alessandro Giacobbe - presidente di AGIS Liguria e gestore del Circuito Cinema Genova
Andate a dare un'occhiata tutt'attorno alla Villetta di Negro, anche senza entrarci. Lungo via Martin Piaggio rifiuti, foglie e piante incolte ingombrano da anni le - una volta bellissime - canalette adiacenti alla cancellata. Ci sono anche animali morti, passati attraverso tutte le fasi della decomposizione e mai rimossi. Le canalette erano rivestite (ma chi li vede più?) di ciottoli di fiume, ora sepolti sotto la sporcizia tranne nell'ultimo tratto. Se costeggiamo il bel muraglione lungo la salita delle Battistine veniamo accolti sulla sommità, a lato dell'ingresso a monte, da un muro di sei cassonetti (per il vetro, la carta e la spazzatura), bloccati - siccome sono pure in discesa, come l'ingombrante terrazza del bar adiacente - da parallelepipedi gialli; da una cabina sconquassata, da cartelli sbilenchi appesi con il fil di ferro e ricoperti da scritte oscene. Tutto questo a 50 metri da piazza Corvetto, in uno degli angoli che era una volta uno dei più belli di Genova (e che turisti, perplessi, si ingegnano ancora a fotografare, scansando i bidoni straripanti dell'immondizia). Nota patetica: anni fa il Comune aveva collocato accanto alla Villetta un bel pannello in ghisa, per accogliere la libera espressione degli amici dei graffiti. Iniziativa piuttosto ingenua, perché i graffitari (in questo caso particolarmente scadenti) hanno continuato a preferire i muri delle case circostanti. Il dettaglio commovente è che il pannello era stato collocato parallelo alla salita per non disturbarne la bella prospettiva, ora completamente bloccata dalla rumenta. Grazie per l'attenzione,
Giovanna Rosso
Ciao redazione, è la terza e-mail che vi invio. Stavolta vi segnalo viale Bernabo Brea, dove si trovano case, giardini, asilo (materno e nido). Ormai sapete che sono una nonna di 70 anni, perciò i giardini li giro portando i nipoti, ma credetemi: mai e poi mai avrei pensato di trovare un rumentaio simile. Io che negli anni Settanta avevo portato la madre dei miei nipoti in quelli stessi asilo ho sentito una stretta al cuore. Vi sono piante anche di pregio: lì c'era una antica villa patrizia mi spiace non avere foto da inviarvi, ma andate a vedere, fotografate poi mi darete ragione. Ecco dove giocano i bambini: poi si parla di progresso, ma io che sono vecchia vi dico che era meglio quando si stava male. I nostri politici si fanno vedere quando vogliono il voto e fanno promesse da marinaio. Per chi non lo sapesse, viale Bernabo Brea si trova tra San Martino e Sturla, non sui bricchi. Credetemi, oggi mi sono scese le lacrime al ricordo del passato viale che ogni giorno aveva i giardinieri. Scusate, ma mi sembrava una tomba del cimitero abbandonata. Vi saluto,
Alba Morsilli
Cari ragazzi, lottate per il verde di Villa Durazzo Pallavicini! Come ben saprete è aperto al pubblico e curato con i soldi del Comune solo un terzo. Fate in modo che possano esservi destinati ulteriori fondi per aprire la parte alta: sarebbe davvero meraviglioso scoprire cosa si nasconde lassù! Grazie per il vostro impegno,
Alice Quario Rondo
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
| |
|
| |
|
| |
| L'occasione della settimana |
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
|
|