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Società & Tendenze
Guerrilla gardening: il progetto Orti di paglia
 
L'associazione 'Terra!' promuove l'educazione ambientale. Valorizzando aree incolte, insegnando il riciclo e coltivando la terra anche in città. Di Giorgio Boratto
 
eventi
Alcune settimane fa è partita la nostra inchiesta sulle aree verdi e sulle iniziative per preservare i polmoni delle città. Abbiamo parlato anche della sentenza del Tar che dà il via libera ai cantieri per la costruzione di un parcheggio nel parco dell'Acquasola, a Genova, in cui sono a rischio una trentina di alberi secolari.
Poi Giorgio Boratto ci ha parlato dell'attività di guerrilla gardening e ci ha raccontato lo stato in cui versano le aiuole di Carignano, la passeggiata fra Mura delle Cappuccine e il Parco dell'Acquasola, Villa Gruber e Villa Croce. I 'guerriglieri dell'aiuola' non fanno azioni violente, semplicemente si prendono cura degli spazi abbandonati o pieni di spazzatura e gli ridanno vita, piantando fiori e piante.

Abbiamo chiesto alla community di mentelocale.it di segnalarci gli spazi verdi incolti o degradati, oppure di descrivere i luoghi che sono stati risanati da privati cittadini: in molti ci hanno mandato il loro contributo (leggi gli articoli 'Guerrilla Gardening: la vostra inchiesta sul verde in città' e 'Guerrilla Gardening: la parola ai lettori'. Da Sanremo, Claudio Covini ha anche parlato del caso dei pini di via Padre Semeria, che alcuni vorrebbero abbattere per piantare le palme.
Nella chiacchierata di Alberto Pezzini con Libereso Guglielmi si parla anche di questo. Oltre che di Italo Calvino, della Sanremo che non c'è più, e di tante altre cose.

E dopo tante note dolenti sullo stato del verde cittadino, finalmente una notizia positiva: Giorgio Boratto parla del progetto Orti di paglia.

Continuate a inviarci le vostre segnalazioni, a scriverci le vostre opinioni o a mandarci foto o video all'indirizzo redazione@mentelocale.it.
 
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12 agosto 2009
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di Giorgio Boratto
   
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© foto: www.terraonlus.it

Dopo tante note dolenti sullo stato del verde cittadino, finalmente una notizia positiva: il progetto Orti di paglia, ossia la costruzione di orti che forniscono prodotti utili all'autosostentamento.
Chi li promuove è una associazione che si chiama Terra!
e già il nome dice tutto. L'associazione, che ha carattere nazionale, opera sul territorio per promuovere la sensibilità e l'educazione ambientale, mettendo in rete singoli cittadini, associazioni, comitati per attivare campagne globali e locali per salvare l'ambiente e quindi il futuro.

Nel sito web si può scaricare un documento in formato pdf,
dove viene spiegato come si costruisce e organizza una campagna ambientale. Nello stesso sito web c'è scritto: Hai un problema? Affrontalo e risolvilo, non aspettare che qualcuno lo faccia per te. Unisciti agli altri che condividono lo stesso problema, proponi una soluzione, e datti da fare per realizzarla. Ecco un sunto della filosofia che ritroviamo anche nella guerrilla gardening.
Presente in 16 città, tra cui Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, l'associazione Terra! a Genova ha lanciato il progetto degli Orti di paglia in città, che ha l'obiettivo di valorizzare aree incolte organizzando corsi di agricoltura e insieme fare in modo che chi li crea possa goderne i frutti.

A Vesima, in un terreno incolto sotto i ponti dell'autostrada c'è stato il primo avvio dell'operazione: dove c'erano rovi e erbacce ora sono sorti degli orti ricchi di flora e ortaggi. Il fondatore di questo metodo di orti sinergici, che lascia fare alla terra, alla autofertilità del suolo, è Masanobu Fukuoka, che iniziò la sua sperimentazione agricola proprio sotto un ponte di un’autostrada in Giappone. 
Chi mi descrive questa positiva esperienza dell'associazione Terra! è Giorgia Bocca, che fa la maestra degli orti nelle scuole cittadine.
«C'è molto bisogno di educazione ambientale, di insegnare a riciclare, a non sprecare le risorse naturali come l'acqua, a rispettare la natura e i suoi cicli. Chi impara queste cose, impara anche a relazionarsi con gli altri, a comprendere il prossimo», mi dice Giorgia, trasmettendomi tutta la sua passione per questa missione.


Nei giorni scorsi, per illustrare l'attività dell'associazione e far conoscere gli orti sinergici a Vesima, sono intervenute ad una visita organizzata 80 persone; una vera sorpresa: erano cittadini di tutti i ceti e di tutte le età interessati a come si fa un orto. Allora è vero che C'è un orto in ognuno di noi...
Ci sono molte richieste da parte di cittadini e famiglie per rimpossessarsi dei saperi e sapori antichi coltivando la terra, con l’obiettivo di provvedere al proprio sostentamento. Sempre più cittadini vogliono diventare contadini e con l'attuale crisi, oltre che ristabilire un legame con la Natura, c'è anche il modo di ridurre i costi.

I più anziani ricorderanno gli orti di guerra, quando durante l'ultimo conflitto mondiale, nei giardini e nei parchi della città venivano coltivate patate e frumento. Era il tempo della fame e nessuno cantava: Mettete dei fiori nei vostri cannoni.
Giorgia mi racconta che prossimamente alla manifestazione Fa la cosa giusta, che si svolgerà nel settembre 2009 a Genova, stanno organizzando un orto su un camioncino che permetterà di andare in giro per la città a far conoscere i principi dell'agricoltura naturale.

Un'altra bella idea. Nel frattempo mi dice che l'associazione è alla ricerca di un terreno con una casa in un luogo privato o pubblico, come ad esempio in un parco o nei dintorni della città, per mettere in pratica la loro agricoltura naturale e sostenibile.
Mentre scrivo queste cose, ecco che sui quotidiani locali appare la notizia che il Comune di Genova aderisce all'iniziativa, promossa da Italia Nostra in collaborazione con ANCI -Associazione dei Comuni Italiani, Orti urbani: l'arte di coltivare in città.

Tramite i vari municipi, il Comune di Genova metterà a disposizione terreni incolti da 100 a 500 metri quadri perché siano trasformati in orti o giardini dai privati cittadini o associazioni. Per questo le esperienze di Terra! potranno essere utili per insegnare a coltivare gli orti ai nuovi contadini.
Sperando nello sviluppo di un coordinamento, le sinergie faranno crescere, oltre che i pomodori, anche le coscienze. Questa notizia positiva darà vita ad un ciclo virtuoso di guerriglieri ortolani, che gestendo i terreni incolti avvicinerà alla Natura, all'utile e al bello i cittadini.

 
 
 
 
 
 
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