mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Tempo libero
           
 

Viaggio a Istanbul

 
Uno scorcio di Genova in Turchia. Si chiama Galata, il quartiere di caruggi e refrescumme che ricorda tanto i versi di Caproni
 
eventi
Vi proponiamo il reportage dalla Turchia di Giacomo Revelli. Tempo fa mentelocale.it aveva già pubblicato i diari di viaggio di Giacomo dal Sudafrica e dal Marocco (clicca qui per leggere tutte le puntate).  
top 10

 
   

     
Istanbul , 13 agosto 2009
Stampa Invia amico
 
di Giacomo Revelli
   
Galata

Istanbul comincia dove le altre città finiscono. Già l'aeroporto è un bazar. Nella hall, appena usciti con i nostri zaini e i nostri borsoni, troviamo un centinaio di persone ad attenderci. C’è addirittura un cordone di polizia a tenerli buoni. Aspettano noi. Cioè, ognuno aspetta qualcuno di noi, quegli sfigati che arrivano con i voli dall’Europa. Tengono sollevati sulla testa dei cartelli con sopra nomi e cognomi. In inglese, francese, tedesco, polacco, svedese. Mr. Smith, Monsieur Bonnefoy, Herr Zimmer, Mr Kapczak. Ti chiamano come se volessero venderti qualcosa, una nuova identità. La tentazione è forte. Mille vite ti passano davanti in un secondo. E sono mortificati quando gli rispondi, «No, sorry. I’m sure: I’m not Madame Dupont». 

Devo cercare il mio nome. Ho prenotato in una guesthouse e hanno mandato qualcuno a prenderci. Ma nella selva di braccia, nelle urla, non trovo nulla. Io e Claudio li passiamo in rassegna tutti. Sono già al secondo giro e in crisi di panico d’abbandono in una città sconosciuta e straniera quando Kla mi chiama. Eccolo, tra tutti i lacchè che sgomitano, ce n’è uno che tiene un cartello: "Giacara Revelli". Gli perdono l’errore. È il nostro uomo. Ci parcheggia dietro a una colonna. Dobbiamo aspettare un po'. Dopo mezz'oretta, un altro volo scarica un altro centinaio di europei albini in Turchia. Arrivano tre polacchi, uno di loro palesemente ubriaco. Tiene in mano whiskey da duty free. Quando capisce che siamo italiani comincia una bella tiritera sulle donnine del premier. È il prezzo che dobbiamo pagare all’estero per il nostro sorridente del consiglio. Per fortuna alla Mavi Guesthouse troviamo il modo di liberarci del nostro ingombrante passaporto. È una vecchia casa di Sultanahmet, su più piani. Da ogni balcone si vede un pezzo di Aya Sofia. Cupole. Mezzelune. Minareti. Alle 5 del mattino si viene svegliati dai gorgheggi del muezzin, ma ne vale la pena. Memeth ci porta a un bel lettone nel roof. Ma è domenica, sono appena le 18, nessuna intenzione di mettersi a dormire. 

Cartina alla mano, destinazione Galata. Che strani siamo noi liguri. Molliamo il lepego di Genova perché non ne possiamo più e lo andiamo a cercare altrove, magari in Turchia. Arrivare a quel po’ di Genova che c’è a Istanbul partendo dalle due grandi moschee è un buon metodo per avere una percezione immediata della città. Tra Aya Sofia e la Moschea Blu, due grandi bomboniere irte di antenne che cominciano a colorarsi di rosa, c’è un po' di tutto. Turisti americani con le Lonely alla mano. Europei con le Routard. Italyenkee che urlano al telefonino. Islamici iraniani con le mogli completamente velate. Venditori di pannocchie abbrustolite. Ci sono Dondurma, i "toreri dei gelati". Sono vestiti con corpetti decoratissimi e agitano un’asta che infilano nei loro gelati come una banderilla. Ne traggono una pallina, te la mettono sul cono, poi te la porgono. Fai per prenderla e la ritraggono. Gelato e cono, restano incollati al "cucchiaino" e tu resti lì come un cretino mentre dietro i giapponesi se la ridono. Al terzo gelato ti fai furbo e by-passi la cerimonia con un certo savoir-faire, ma la prima volta è umiliante. Tra le moschee ci sono anche i turchi naturalmente. Siedono nel parco a parlare. È l’ora del chaik. I ragazzini girano tra i banchi con termos, piattini, bicchieri e zollette. Chaik! Chaik! Chiak! Una lira e partecipi al rito con un bicchiere di the bollente.  

Per andare a Galata dobbiamo attraversare un intero quartiere, il bazar egiziano. Attraversiamo i portoni aperti come se entrassimo a Samarcanda. Ma è domenica sera e il bazar è vuoto. I kebabbari sono chiusi. I negozi sbarrati. Le insegne spente. È lo stesso un’emozione: qui non abita nessuno, le case sono abbandonate o fatiscenti, restano in piedi perché sotto ci sono i negozi. Alle facciate hanno appeso enormi stendardi del Besiktas. Ma il porfido della strada è consumato. Quando il vento gira arrivano a zaffate sesamo, zafferano, cumino. Si capisce che di giorno in quelle vie dev’esserci moltissima gente. Continuiamo a scendere, la strada piega come un’anguilla. Ci accorgiamo di non esserci perduti perché comincia ad arrivare odore di mare. Sempre più forte, sempre più pungente. 

È mare, è pesce, è refrescumme. Galata arriva dopo un labirinto di pescherie chiuse dove netturbini con gli idranti ammucchiano teste d’acciuga nei tombini. Il ponte è già immerso nel tramonto. Sulla sua schiena camminano decine di auto, centinaia di canne da pesca lo rendono spinoso come una lisca di pesce. Sono i pescatori di acciughe. Anciuez in turco. La loro attività consiste in questo: lanciano la canna nel Bosforo, dalla parte del Corno d’Oro o del Mar di Marmara, è indifferente. I bambini stanno ad aspettare che l’acciuga abbocchi. Ci vuole pochissimo. Qualche minuto e papà staccherà il pescetto e lo metterà in una bottiglia d’acqua. Alcuni nuotano vivi, altri si adagiano sul fondo. Intanto, i ragazzini preparano le esche. Sono fatte di una poltiglia odorosa che loro distendono sulla balaustra del ponte. Di giorno, poi, dimenticata, la stessa poltiglia fermenta al sole. Le turiste bionde, schifate, se ne tengono lontane come dalla peste. I turchi ci attaccano le canne e lasciano pochi centimetri liberi per il panorama. Il ponte di Galata è una buridda gigantesca, di uomini, di bambini, di tram, anciue e belle figge

Trovato il lepego, trovata Genova. C’è un palazzo a strisce bianche e nere, come a San Matteo. C’è la torre che guarda il Bosforo come una Lanterna. E le navi che attraversano il canale, silenziose. Ci sono i vicoli che salgono a Beyoglu, pieni di gatti e di topi. Viene in mente Caproni. Istanbul di refrescumme. Mare, navi, bailamme. Istanbul di carugi. Vento, buio, indugi. Istanbul città blu. Pregandu Mumà au postu du Segnù.

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
 
 
Galleria fotografica
 
 
   
 




 

Oggi in home page
  Jobs: «disonesto, tirchio e drogato»  
  World Press, ecco la foto dell'anno  
  La polizia secondo Le Besco  
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo  
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo
Genova, Teatro Cargo al Teatro di Villa Galliera
domenica 19 febbraio 2012
9,00 €
 
mentelocale
 
Titus - Studio sulle radici
Milano, Sala La Cavallerizza
10 feb. - 19 feb.
da 13,00€
mentelocale
mentelocale
Valigie
Genova, Sala Diana - Teatro Garage
18 feb. - 19 feb.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie età
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
Elio e le storie tese
Genova, Teatro Carlo Felice
13 mar. - 13 mar.
da 28,50€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License