Dove è nato l'ombrello? Le origini di questo oggetto si perdono nella leggenda. Sono pochi gli oggetti di uso comune che possono vantare radici così antiche e leggendarie. Sono invece molti i paesi che vantano di esserne gli inventori: Cina, India e Egitto; ognuna di queste nazioni ha una sua motivazione. Queste rivendicazioni ci permettono di aggiungere un altro dato sicuro ad una storia priva di certezze: l'ombrello è collegato alla rappresentazione simbolica del potere e attributo della divinità. Fin dal XII secolo a.C., un ombrello per uso cerimoniale apparteneva alle insegne dell'Imperatore della Cina e tale rimase per circa trentadue secoli, fino alla scomparsa del Celeste Impero. In Persia nasce, forse, il mito più bello: la dea Nut era spesso rappresentate in forma di parasole, con il corpo arcuato a coprire la terra, in atto di protezione e di amore. Ma è in Italia, a Gignese, che esiste il Museo dell'ombrello e del parasole, poiché è proprio qui che è nato l'ombrello italiano come prodotto artigiano e industriale tra i più rinomati nel mondo. Malgrado la concorrenza straniera, per cui vediamo vendere ombrelli a pochi euro agli angoli delle strade provenienti dall'oriente, gli ombrelli italiani sono tra i più rifiniti, resistenti, belli ed eleganti.
Fondato nel 1939 come museo dell'Associazione Nazionale Ombrellai, il museo si trova in via Golf Panorama 2 a Gignese, in un edificio la cui pianta si ispira al profilo di tre ombrelli aperti. Il comune di Gignese lo potrete trovare seguendo la cartina.
La raccolta, del museo dell'ombrello e del parasole, vanta circa 1500 pezzi, tra ombrelli, parasole, impugnature e bastoni che raccontano l'evolversi della moda e del gusto che, dalla seconda metà del Settecento a oggi, hanno influenzato lo stile di questi accessori. L'ombrello come oggetto di utilità si è diffuso nel mondo molto tardi; prima per ripararsi dalla pioggia si usavano cappucci e mantelle. All'inizio fu Caterina dé Medici, nel Cinquecento, a portare in Francia il parasole, accessorio che divenne di moda nelle corti di tutta Europa. Nel secolo successivo venne esportato in Inghilterra, dove incontrò fortuna per quel clima e con l'uso diametralmente opposto: come parapioggia.
Se avete in programma una gita sul Lago Maggiore, vale davvero la pena di visitare questo insolito museo. Attenzione però, l'apertura del museo va dal 1 Aprile al 30 Settembre con l'orario 10.00/12.00 - 15.00/18.00. I prezzi a persona sono: intero euro 2,50 - ridotto 1,50 - Giorno di chiusura Lunedì (non festivi).