Alzi la mano chi di noi, da piccolo, non ha avuto paura almeno una volta che gli spuntassero le orecchie lunghe per aver fatto un'asinata, e chi non si è sentito dare del somaro per aver scritto addizione con due z, o dell'asino ragliante perché si stava esprimendo male o, quanto meno, del testardo come un mulo; c'era perfino la tosse asinina, che poi clinicamente è la pertosse.
Celeberrimi ragliatori della nostra infanzia sono Pinocchio e Francis, il mulo parlante. Ma, diciamo la verità: quanti bambini di città della nostra epoca hanno visto dal vero un asinello o un mulo?
Eppure, questi cugini del cavallo - sicuramente meno fighi dei purosangue top model - hanno rivestito, ancora fino a mezzo secolo fa, un ruolo mica da ridere nella società: erano di fatto il motore elettrico e il fuoristrada del momento.
Provate a pensarci. Salite su da Pieve di Teco per raggiungere il Colle di Nava ed incontrate i frantoi: ebbene, le pesanti macine giravano grazie al lavoro paziente del mulo o dell'asino.
Svalicate in Piemonte, e scoprite che di là erano le macine dei mulini per il grano e le castagne che si muovevano grazie ai raglianti quadrupedi.
Gli Alpini, poi, difensori e custodi della montagna in pace e in guerra, vivevano quasi in simbiosi coi loro muli: da trasporto e da lavoro, hanno letteralmente costruito i sentieri alpini che, guarda caso, si chiamano mulattiere.
Solo per dirvi quanto tutto ciò fosse vero, ecco un passo tratto dal Manuale del graduato di Fanteria e sue specialità (pag. 716/18 - edizione marzo 1940), che riporta la Preghiera del Mulo: «Accarezzami spesso e parlami, imparerò così a conoscere la tua voce, ti vorrò bene e lavorerò più tranquillo. Tienimi sempre pulito! Va bene che sono capace di dormire anche stando in piedi ma, credimi, riposo e dormo meglio quando sono sdraiato».
Orbene: prima che ne sparisca anche il ricordo e i bambini facciano davanti alle loro lunghe orecchie la stessa espressione attonita che sciorinano di fronte ad un vecchio telefono nero a disco, mi permetto di suggerire a chi frequenta il Cuneese, per le consuete vacanze in montagna di agosto, due spunti per passare un pomeriggio tranquillo.
Unico al mondo, pare, nel medioevale castello di Pronetto (Alta Langa, posto bellissimo con panorami mozzafiato ed enogastronomia degna di visita) il Museo del Mulo: concentrate in due stanze, all'ultimo piano, tutte le attrezzature che servivano nella gestione dei muli che prestavano servizio militare nel corpo degli alpini.
Inoltre, provate A passo d'asino, presso l'Hotel Miramonti di Frabosa. Con i dolcissimi asinelli, i bambini potranno facilmente avvicinarsi alla natura, percorrendo antiche mulattiere tranquille, tra fiori e farfalle: i prossimi appuntamenti saranno il 5 e il 10 agosto.
E poi, ditelo ai vostri bambini: un quadrupede da lavoro nelle famiglie era un investimento per la vita, come ricordò l'asino paziente, mentre tirava il carretto, al maiale che si rotolava grufolando nel fango e lo sfotteva «Tu non sei quello dell'anno scorso, vero?».