La prima cosa che faccio appena conosco Fessbuc è iscrivermi al loro gruppo sul noto social network parafrasato dalla sit-com. Già che ci sono controllo la posta, un’occhiata alla bacheca e alle richieste (una) d’amicizia. Sono sicura che Bill Gates con le sue 10 mila al giorno m’invidierebbe.
Piccole quotidianità che accomunano gli utenti di Facebook di tutto il mondo e che questa nuova sit-com a puntate prodotta dalla genovese Videobox, per ora visibile solo online su youtube, rispecchia con grande ironia.
Le scene sono ambientate in un'agenzia di pubblicità, la B&Lino Productions: c’è il capo Big Boss, l’account Oscar, la segretaria Santina e sua figlia Melina, i creativi Jan Pol e Gotiè e i nuovi assunti Testa e Croce. E ancora la centralinista Monia, la cliente dell’agenzia Eleonora e l’intellettuale contorto Cassandro. Tutti utenti e schiavi di una chat, quella di Facebook appunto, che si pone al centro delle loro relazioni interpersonali: si chatta fra scrivania e scrivania, spesso sotto nickname di fantasia per altrettante fantasie erotiche o proposte di lavoro non proprio ortodosse. "Un modo ironico di guardarci allo specchio e di scoprire un'immagine di noi che lo schermo del computer non riflette. Più che face un fess", si legge sul loro sito.
L’idea nasce lo scorso Capodanno. Uno degli autori, Max Garbarino, non sa come raggiungere gli amici per un colpo della strega. Si iscrive a Facebook e inizia così a valutarne pregi e difetti. Perché non prenderne in giro nevrosi e manie? Il 7 maggio scorso esce su internet la prima puntata e oggi si aspetta la pubblicazione della quarta: «Alcuni nuovi episodi sono già stati scritti, ma se ne riparlerà a settembre quando ci riuniremo», mi spiega Garbarino, che mi racconta anche del successo improvviso della sit-com. Basta fare un salto sulla loro pagina di Facebook o sul guestbook del loro sito per rendersene conto.
Gli episodi di Fessbuc sono anche stati proiettati al Roma Fiction Fest 2009 di questo mese, e per il prossimo anno sono in vista nuove collaborazioni per una maggiore diffusione del prodotto.
Per ora infatti le puntate sono solo visibili in rete, tra sito, youtube e i post di Facebook, un modo per "far crescere artisticamente la propria creatura", come si legge sul sito, e prepararla a un ulteriore lancio nel caso di successo. Una scelta che sta dando ottimi frutti e che ben si sposa con il tema della parodia, senza contare il fatto che spesso le reti televisive tendono ad acquisire format già collaudati all’estero. E a dirla tutta, anche Fessbuc prende spunto da un successo televisivo americano, la parodia del gioco di ruolo molto forte in rete The Guild, che come Facebook era entrato prepotentemente nella vita quotidiana degli utenti di internet.