Quando alcuni mesi fa iniziò a diffondersi la notizia di una nuova influenza, trasmessa da alcuni suini del Messico, si tornò a pronunciare la parola pandemia. Come già accaduto qualche anno fa con la Sars prima, e l'influenza aviaria poi, il mondo si è diviso tra gli allarmisti e gli scettici. Abbiamo chiesto l'opinione della virologa Ilaria Capua, che ci aveva rassicurati: «pandemia non vuol dire che il virus ucciderà per forza milioni di persone: significa semplicemente che farà il giro del mondo».
In questi giorni emergono nuove notizie: in Liguria 29 casi accertati, quasi tutti pazienti di ritorno da un viaggio all'estero.
I laboratori stanno già preparando le contromosse per una campagna di vaccinazioni a tappeto a partire dalla fine di ottobre, per prevenire il picco di contagi previsto per l'inverno. Si inizierà con le categorie ritenute più a rischio: operatori sanitari, anziani e under 27. Una forma di prevenzione raccomandata, ma non obbligatoria: si prevede infatti che entro i primi mesi del 2010 quattro italiani su dieci saranno immunizzati dal virus. E percentuali analoghe saranno raggiunte in altri Paesi europei: secondo gli esperti sarà la più grande vaccinazione di massa della storia.
Dalle autorità locali l'invito a non abusare dei farmaci antivirali, il cui numero è limitato e vanno dunque usati solo nei casi di emergenza. Un appello che pare inascoltato: nelle ultime ore in diverse città italiane sono esaurite le scorte dei principali medicinali contro l'influenza. Un fatto che da un lato ha fatto crescere in modo esponenziale gli introiti delle case farmaceutiche (la Roche nel primo semestre del 2009 ha triplicato le vendite rispetto allo scorso anno), dall'altro porta una crescita dell'allarmismo collettivo. Ma dall'Ordine dei medici di Roma arriva una rassicurazione: «è un'influenza tranquilla, che guarisce in pochi giorni», è il parere del presidente Mario Falconi.