Durante la guerra mondiale del 1915-18, gli austriaci, impegnati nei combattimenti contro gli italiani nella conca della Marmolada, costruirono una rete di gallerie nella profondità del ghiacciaio che ha preso il nome di Città di Ghiaccio.
Questa città di ghiaccio era composta da 12 chilometri di gallerie, con ponti sui crepacci, camminamenti attrezzati, depositi, cucine ed alloggiamenti. Fu un'opera leggendaria che permise ai soldati austriaci di ripararsi anche dalle valanghe e dal freddo: mentre all'esterno la temperatura scendeva fino a 30° sotto zero, all'interno delle gallerie di ghiaccio era costante a -5°.
Fino al 1915 la Marmolada rappresentò il confine di stato tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico, che passava lungo il Passo Fedaia e il Padon. Con la dichiarazione di guerra del 24 maggio 1915 la Marmolada si trovò in pieno territorio di guerra, posizionata in quello che la storia chiamerà Fronte dolomitico. Sulle Dolomiti, su queste cime fatte di rocce e ghiaccio, ci sono ancora molti ricordi di quella guerra che vide combattersi austriaci e italiani. Fu una guerra combattuta tra uomini pieni di freddo e povertà; per le avverse condizioni climatiche, l'inverno del 1916-17 fu tra i più freddi del secolo, ci furono migliaia di morti da ambo le parti. Sul sito cimeetrincee.it è possibile leggere molte testimonianze e curiosità di quella guerra.
Abbandonata nel novembre del 1917, probabilmente già nei primi anni '20 la Città di Ghiaccio non esisteva più. A causa del costante ritiro del ghiacciaio, la Marmolada dopo aver gelosamente conservato praticamente intatto per decenni il materiale lasciato dai militari, permette ora il rinvenimento di vari cimeli, molti dei quali sono esposti nei due Musei della Marmolada, al Passo Fedaia e alla Punta Serauta.
Ora è quindi possibile vedere presso il Museo della Grande Guerra 1914-1918 - Passo Fedaia (in fondo alla diga) numerosi reperti anche degli ultimi anni: elmetti in perfetto stato di conservazione, berretti, divise, attrezzature e persino un libro ritrovato in una baracca di legno costruita all'interno della Città di Ghiaccio. Per ulteriori informazioni telefonare al numero: 0462 601181. Per chi va in vacanza sulle Dolomiti potrebbe essere una interessante tappa di storia e memoria.