Ve lo immaginate Silvio Berlusconi che diventa un convinto difensore della causa ambientalista? No?
Bé invece quelli di Greenpeace non hanno fatto alcuna fatica. Con una delle sue trovate, tra le più macchiavelliche e artistiche, l'associazione ambientalista ha manipolato le informazioni del futuro e fatto uscire a Roma, Parigi, Bruxelles, Pechino, Los Angeles, Bangkok, e in altre 28 nazioni una copia originalissima dell'Herald Tribune datata 19 dicembre 2009. L'edizione-scherzo, diffusa gratuitamente, a Roma davanti a Camera, Senato, ministeri e ambasciate, ma anche all'uscita della metro e agli incroci delle strade più importanti, e ovviamente ai parlamentari e ai funzionari dei diversi Paesi, è la cronaca ideale di the day after - il giorno dopo - la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Copenaghen, che si terrà effettivamente il prossimo dicembre.
In questa fantasiosa versione della storia-che-verrà, il nostro capo del governo interviene sulla questione dei cambiamente climatici affermando che «ogni quaranta minuti così tanta energia solare raggiunge la superficie terrestre da soddisfare da sola le necessità di tutto il pianeta per un intero anno», il suo discorso a favore di un accordo per dare una svolta alla situazione e tutelare il clima, riscuote un tale successo che il lancio di coriandoli provoca il quasi soffocamento di Berlusconi.
La straordinaria portata del summit è confermata dalle parole inquivocabili del segretario esecutivo delle Nazioni Unite Yvo de Boer che afferma: «L'accordo è stato siglato. Un accordo che permetterà al mondo di arginare i cambiamenti climatici». Alla voce del nostro presidente fa eco quella del presidente francese Nicolas Sarkozy: «il nucleare è morto», ma certo il ruolo da protagonista lo detiene Berlusconi che, come recita l'articolo, «spiazza i critici» annunciando che sposterà sulle energie rinnovabili gli investimenti di Mediaset e Fininvest.
Tra realtà e finzione l'articolo chiude con una notizia che appartiene al mondo reale ed arriva ancora dall'Italia e precisamente dall'Università Bocconi secondo cui, entro il 2020, investendo appunto nelle energie rinnovabili è possibile ottenere per il solo settore 250mila nuovi posti di lavoro.
Non c'è che dire in quanto a immaginazione e creatività Greenpeace riesce sempre a sorprendere, questo intervento fa parte della campagna di sensibilizzazione nei confronti dei politici circa la loro effettiva partecipazione alle due settimae di summit sul clima al Copenhagen Bellacentre. E seppure le premesse non sono incoraggianti, dopo l'incontro di Bonn a giugno e le 300 pagine a cui il documento da approvare è arrivato, l'idea è che i politici si mettano in testa di ridurre entro il 2020 almeno il 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai valori del 1990 - ad oggi la riduzione arriva al 15% che corrisponde a una previsione dell'innalzamento delle temperature di 3°C. Inoltre, i paesi industrializzati dovrebbero prepararsi a stanziare un centinaio di miliardi di euro per sostenere l'economia verde, in particolare il passaggio alle energie pulite nei Paesi in via di sviluppo, nonché creare un fondo delle Nazioni Unite a protezione delle foreste.