Nel secondo giorno della nostra permanenza in Senegal abbiamo deciso di visitare Thiès, la seconda città del Senegal con una discreta realtà produttiva, sia di prodotti agricoli che industriali; qui si trova il più importante raccordo ferroviario che la collega a Dakar, proseguendo a nord verso la città di Saint-Louis mentre a est raggiunge Bamako, capitale del Mali.
Thiès è una cittadina piacevole con viali e quartieri di stile coloniale francese, che si è guadagnata una discreta fama nel mondo con gli arazzi tessuti su disegni di artisti senegalesi: questi si possono ammirare presso il Centre Manifacture des Arts Decoratifs du Senegal. Visitarlo è il modo migliore per conoscere gli artisti contemporanei senegalesi.
Da GuyBara, dove io e Anna risiediamo, raggiungere il Lac Rose e Cayar è questione di mezz'ora di strada: i due luoghi sono mete interessanti per conoscere il Senegal. Ad accompagnarci al Lac Rose è Aldo, il figlio di Vanna, la proprietaria del residence GuyBara; lui è di professione fa il videomaker e mentre ci guida ci promette anche un video della gita. Spero di segnalarvelo appena sarà su Youtube, il prima possibile. Il Lac Rose è una grande distesa d'acqua salata che per il suo alto contenuto di cloruro di sodio, il sale da cucina, e alcuni micro organismi composti da alghe microscopiche, assume un caratteristico colore rosa. L'acqua del Lac Rose per il conseguente peso specifico, dovuto alla alta salinità, diventa ultra galleggiabile: rimane a galla anche chi non sa nuotare. Io ho provato ad entrarvi e incredibilmente mi sono trovato a poter leggere il giornale come se fossi seduto su una amaca. Il Lago Rosa si trova vicino al mare e lo separano grandi dune di sabbia; in questo luogo fino a due anni fa si concludeva la famosa corsa Parigi-Dakar. Ora, per la pericolosità del percorso, nel 2008 è stata annullata e quest'anno 2009 si è trasferita in Sudamerica. Su una sponda del lago si trova una salina che commercializza il sale, opportunamente iodato con i paesi vicini.
Cayar o Kayar è il centro di pesca più importante del Senegal. La spiaggia davanti al paese è uno spettacolo di colori: pescatori, piroghe, carretti, reti, ceste, nasse, venditori, animano uno scenario unico sullo sfondo dell'oceano. Donne e bambini si assiepano sul bagnasciuga a dividere pesci, mentre ragazzi vocianti sono intenti a tirare a secco le barche. Il puzzo di pesce entra nelle narici, mentre le grida dei pescatori, mischiate all'infrangere delle onde oceaniche, vi fanno entrare in uno spettacolo incredibile.
Non potevamo mancare qualche giornata al mare e la nostra gita di giovedì è a sud di Dakar, dove c'è una zona tra le più attrezzate turisticamente: è la Petite Côte, la piccola costa del Senegal. Qui, tra le località di Popenguine, Ngaparou e la bella cittadina di Saly, troviamo Somone dove incontreremo le spiagge tropicali e la presenza di una grande laguna che prende il nome di 'Lagune de La Somone', una rientranza costiera che rimane separata dall'oceano dalla presenza di una grande barriera di sabbia. La laguna che si estende verso l'interno per una profondità e larghezza di poco meno di 2 km, è stata classificata come 'riserva naturale' (Réserves de Popenguine & de la Somone) al fine di preservare sia le specie animali che la flora e soprattutto la massiccia presenza di mangrovie che rendono il paesaggio particolarmente pittoresco. La riserva si estende su una superficie di circa 7000 ettari, e vi si possono ammirare i grandi pellicani nel loro vero ambiente naturale, accompagnati a variopinti fenicotteri, poi cormorani e altre specie. Io ed Anna non ci eravamo mai avvicinati così tanto a questi stormi di uccelli...per chi pratica il birdwatching, è sicuramente uno dei migliori luoghi al mondo. Ad accompagnarci nuovamente in questa escursione è ancora Aldo che ha in programma di proseguire delle riprese video per un ulteriore filmato a documentazione delle gite possibili mentre si è ospiti a Guybara. Siamo curiosi di vedere quello che Aldo riuscirà a combinare.