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Spock si incazza in 'Star Trek'
 

Star Trek: dalle stelle... alle stalle

 
Il creatore di Lost rimette mano a un telefilm di culto pensando al pubblico adolescente. Personaggi stravolti e sequenze incomprensibili. Per tacer di Nimoy...
 
   

     
12 maggio 2009
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mentelocale di
Giorgio
Viaro
   

Non sapendo bene da dove iniziare, comincio con una domanda. Considerato che ci sono voluti 79 episodi televisivi, 7 film e 43 anni di passaparola per fissare il mito del vulcaniano Spock, colui che con le armi della logica è capace di non perdere mai il controllo, perché nell'arco di due ore si è deciso di fargli fare a cazzotti due volte? E passi pure che fa a cazzotti: era proprio necessario che pomiciasse?
Questa gente deve avere davvero perso la testa. Voglio dire: scherza coi santi, ma lascia stare Spock.

Due ore dopo il film navigo in rete in cerca di risposte al mio sgomento, e trovo un paio di interviste in cui J.J. (acronimo con cui noi fan di Lost bolliamo amichevolmente il suo ideatore J.J. Abrams), candido come una tovaglia fresca di bucato, ammette di non essere un fan della saga. E, in qualità di regista, di aver fatto un po' come cazzo gli pareva (se mi passate la scorciatoia lessicale). Un po' come se girassero un film su Dexter e il regista se ne venisse fuori con frasi del tipo: «Sì, esatto, volevo che fosse un tipo pacifico, niente violenza: d'altra parte non sono mai stato un gran fan del telefilm».

In realtà in questo caso lo scollamento è maggiore: Star Trek è un prodotto pensato principalmente per gli adolescenti, mentre la serie ormai ha quarant'anni. Ciò significa che i vecchi fan sono i nonni del pubblico per cui il film è girato. Il risultato è talmente post-moderno che ci si potrebbe scrivere una tesi di laurea. I personaggi della saga sono diventati tutti dei liceali con gli ormoni impazziti: fondamentalmente, menano e trombano. In compenso si riserva una piccola parte a Leonard Nimoy (lo Spock originario).

Ora: Spock è un vulcaniano e io me lo sono sempre immaginato come un tizio che non invecchia mai (azzarderei che potrebbe esserci anche qualche ragione filologica in questa mia sensazione: quanto vive un vulcaniano?). Invece Nimoy, l'attore, è un essere umano. Indovinate un po', invecchia eccome. Invecchia come una tubero rinsecchito a dirla tutta. Il che sistema i fan della prima ora, commossi nel riconoscere il loro attore (sfigurato di rughe e costretto a girare per le scenografie con una pettinatura da deficiente).

Poi c'é la faccenda dell'azione. Star Trek si insinua nel filone comprendente anche Transformers e un po' tutti i film di Micheal Bay, Wolverine e un po' tutti i film con eroi Marvel, Fast and furious e, insomma, un po' tutti i film d'azione che incassano più di 100 milioni di dollari in America.
Le peculiarità di questi film sono due.

La prima è che non c'è una scena madre. Questo dipende da un fatto singolare e concettualmente simmetrico: in questi film ci sono SOLO scene madri. Ovvero in ogni scena del film qualcuno fa a botte o viene torturato o tromba o muore o si innamora o partorisce o ritrova un vecchio attore sfigurato dalle rughe.
La seconda è che appena in queste scene madri vengono rappresentate delle azioni (tipo un astronave che spara razzi nucleari su un altra astronave, o semplicemente qualcuno che si versa un caffé) non si capisce più un cazzo. C'è un caso in Star Trek che mi sembra esemplare, ed è l'astronave di Spock (ancora lui). È composta di due parti rotanti in senso opposto, e ad un certo punto si muove roteando per uscire da una nave più grande che rotea pure lei mentre lo spazio tutto attorno sembra roteare a causa del movimento rotatorio dell'inquadratura...

Ora, da quando ho visto il film sono già stato accusato in tre differenti forum di rimestare nei soliti cliché nostalgici. Mi è stato detto che non posso venirmene fuori con la mia cronica perplessità nei confronti delle diavolerie digitali (testuale; ho sempre sognato che qualcuno usasse l'espressione diavolerie digitali con me).

Però i fatti sono di nuovo due. Il primo è che una settimana fa ho rivisto 2001 Odissea nello spazio in alta definizione (già vi sento dire «e ora cosa c'entra 2001, su!»). E, che piaccia o no, i modellini in scala... sembrano più veri (ta-dah! l'ho detto). Perchè la profondità la puoi simulare ma non è MAI la stessa cosa. E vale per le astronavi, come per gli interni, come per i paesaggi.
Il secondo è che proprio non capisco perchè, se devi mostrare un bombardamento, una scazzottata o un'esplosione, devi mostrarla in modo che non si capisca quello che mostri. O si capisca poco. Potete spiegarmelo fino a perdere la voce, ma continuerò a non capire.

Insomma, come dicono gli inglesi: not my cup of tea.

 
 
 
 
 
 
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corradochiappori
STAR TREK - Sono contento di non aver incontrato Giorgio Viaro all ' uscita della sala di questo film! Mai letta critica piu' pesante... Io personalmente sono un fan solo della serie originale. e anche i film ( a parte forse il primo di Robert Wise,comunque un po noioso) sono poca cosa, amo gli effetti digitali quando sono di qualita' e realizzati con fantasia, qui credo sia centrata solo la qualita'. Sono d'accordo sul fatto che in alcune scene d' azione molti registi moderni adottino una visione sporca e quasi di taglio documentaristico che ne rende difficile la comprensione (quanto dobbiamo aspettare ancora San Cameron e il suo Avatar ?) pero' per favore quando si parla di Star Trek non facciamo paragoni con 2001, sarebbe come paragonare Via col vento ad Australia!
15/05/2009 13:12
endymion_75
... ero sull'astronave con lui quando č arrivato, se vuoi ci metto una buona parola...

Cmq il regista di Lost fa un film di Star Trek con l'attore che fa il cattivo in Heroes.... vi prego, ditemi che ci sono anche Hannah Montana e Jack Bauer...
12/05/2009 10:29
groundzero
Non sono religioso, ma vorrei ringraziare CHI di dovere, per averci inviato Giorgio Viaro sulla terra.
11/05/2009 19:56
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