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Tempo libero
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Isolino Virginia: palafitte da salvare |
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| La piccola isola è ricoperta da una fitta vegetazione e conserva l'insediamento umano su palafitte tra i più vecchi d'Europa. Per un weekend in tranquillità. Di Giorgio Boratto, dalla community |
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 © foto: www.agendadelturista.it Isolino Virginia
Che la provincia italiana fosse ricca di storia e tradizioni è risaputo, ma che conservasse anche delle testimonianze archeologiche che si perdono nella preistoria non c’era da aspettarselo. Questo succede nel comune di Biandronno, un paese sul lago di Varese. In un piccolo lembo di terra, sulla sponda occidentale del lago di Varese, c’è una piccola isola, un isolino, che conserva delle palafitte: un insediamento preistorico che è diventato un reperto archeologico di inestimabile valore. Gli insediamenti palafitticoli dell'Isolino Virginia, riportati alla luce nel corso di innumerevoli campagne di scavo iniziate nella seconda metà dell'Ottocento, risalgono a circa 6500 anni fa. L'insediamento archeologico dell'isolino è tra i più importanti della Pianura Padana e può essere considerate l'insediamento umano su palafitte tra i più vecchi d'Europa.
Nel 1865, quando il lago di Varese, assieme a quello della Bozza, venne venduto ad Andrea Ponti, l'Isola fu ribattezzata Virginia in onore della moglie del futuro senatore, in occasione di un congresso di naturalisti del 1878 presso l'Hotel Excelsior di Varese. In quegli anni l'abate Antonio Stoppani rinvenne i primi resti di palafitte; successivamente campagne di scavo hanno portato alla luce due strutture abitative databili ad un arco di tempo che va dal Neolitico (4500 a.c.) all'età del Bronzo e alla prima età del Ferro. I reperti ritrovati sono per la maggior parte conservati ai Musei Civici di Villa Mirabello a Varese e presso il piccolo Museo sull'Isolino Virginia.
l'Isolino Virginia è oggi di proprietà del Comune di Varese, cui è stata donata dal marchese Gian Felice Ponti nel 1962. La piccola isola misura 9200 metri quadrati ed è ricoperta da una fitta vegetazione, sicuro riparo per i numerosi animali selvatici che vi circolano indisturbati. Il tarabusino, la folaga, lo svasso maggiore e la gallinella d'acqua si riparano dagli sguardi dei visitatori tra i lunghi rami degli enormi salici che ornano le rive. Tra la ricca vegetazione vivono alcuni esemplari di Taxodium Distichum o cipresso calvo delle paludi e ontani neri che, fino a qualche anno fa, erano gli alberi tipici dell'isola.
Sull’isola è presente il bar ristorante Isolino Virginia che, oltre ad offrire un ottimo servizio di ristorazione, vi condurrà sull’isola grazie al servizio barca che viene messo a disposizione di tutti i turisti che desiderano regalarsi una giornata in un’oasi di pace assoluta. Informazioni per la visita ai reperti archeologici. Orari: sabato, domenica e festivi 14.00-18.00 (fino a settembre); domenica 14.00-18.00 (ottobre fino agli inizi di novembre). il resto dell'anno su appuntamento: telefonare al 0332255485 – 3346659567 Fax: 0332 281460.
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