Ci risiamo. Dopo i polli tocca ai maiali. La nuova peste del secolo fa il suo ingresso hollywoodiano nelle nostre vite e i media ci sguazzano. Banditi quasi ovunque - o molto sconsigliati - i viaggi in Messico (dove si è verificato il primo caso). Mentre dal quotidiano britannico The Guardian - e su tutte le agenzie di stampa - rimbalza la notizia che il virus si è diffuso anche in Asia, Nuova Zelanda e Israele.
È la versione opportunamente aggiornata dello storico racconto di George Orwell Animal Farm? O forse si tratta della versione non virtuale del videogame, della ungherese Stormregion - chiusa nel 2008 per bancarotta - S.W.I.N.E. che vede i suini attaccare dei poveri coniglietti con la 'r' moscia - e magari per rendere la cosa più divertente si è pensato di passare dai roditori agli umani? Complotto pro-protezionismo? Ché, tutto sommato lo sappiamo tutti, è la soluzione più antica del mondo per risolvere in modo brutale e rozzo la grande crisi economica che ci attanaglia globalmente (non la pensa così l'economista genovese emigrata in Inghilterra Loretta Napoleoni, nel suo nuovo libro La morsa, ed. Chiarelettere 2009). Oppure si tratta di mala-informazione: leggi informazione malata, malvagia, malamente prodotta. Ma anche acronimo m.a.l.a.: Minimamente Aggiornata e Losca Apposta.
Tanto per andare un po' contro il flusso che rischia di annebbiarci l'esistenza ad ogni piè sospinto, vediamo se troviamo qualche fonte attendibile. Primo, la notizia non è poi così nuova. Il New York Times scrisse di un'epidemia tra i maiali già nel lontano 16 agosto 2007. La malattia infettiva denominata swine virus (virus dei suini) si era scatenata in modo virulento in Cina e in particolare nella regione del Sichuan (zona in cui si concentra il maggior numero di allevamenti). Nello stesso articolo si diceva che un virus simile era già stato isolato in Vietnam e Myanmar, il problema restava legato alla scarsa collaborazione della Cina con gli istituti sanitari americani e mondiali nello scambio di campioni e altre informazioni che aiutassero a studiare la malattia.
Mentre le notizie corrono e il numero dei morti ovviamente sale, le informazioni sul virus scarseggiano l'allarmismo lievita. Ma, per fortuna, per esempio la World Health Organization (WHO - Organizzazione mondiale della salute) dopo la seconda riunione ha rilasciato una dichiarazione in rete e ha reso disponibile un pdf in cui spiega in 8 pagine di FAQ (Frequently Asked Questions - le domande più urgenti e comuni) che cos'è il virus, come si manifesta nei maiali e negli umani e cosa fare o non fare. Ecco una sintesi.
Che cos'è e come si chiama? Tecnicamente si chiama A/H1N1 swine influenza (in italiano A/H1N1 influenza suina) ed è stata accertata su dati provenienti dagli Stati Uniti, dal Messico e dal Canada. È possibile che l'epidemia si diffonda o si sia già diffusa anche in altri paesi. È un ceppo dei molti virus suini di tipo A che attacca le vie respiratorie dei maiali, è altamente contagioso e stagionale (autunno, inverno) - proprio come le nostre influenze. La diffusione tende ad essere alta ma la mortalità bassa (1-4%). Si trasmette tra i maiali per via aerea, da contatti diretti e indiretti e da portatori sani. Molti stati prevedono già vaccinazioni di routine.
Pericolosità del virus per gli esseri umani. Fenomeni sporadici di contagio dell'influenza suina sugli umani si sono verificati occasionalmente (nel 2007, dopo l'ulteriore sviluppo dell'International Health Regulation - 2005 - si sono registrati casi in USA e Spagna). I sintomi clinici corrispondono a quelli di un'influenza stagionale, ma le manifestazioni variano moltissimo da persona a persona e vanno dall'assenza di sintomi fino a gravi casi di polmoniti anche mortali.
Come avviene il contagio maiale-umano. La trasmissione si è verificata soprattutto in persone che hanno avuto contatti con maiali infetti, tuttavia ci sono stati casi di persone che non avevano avuto contatti con suini o con un ambiente dove ci fossero dei suini. La trasmissione tra persone (human-to-human) si è verificata in qualche caso ma limitatamente a contatti intensi tra persone.
Si può mangiare la carne di maiale? Sì. L'influenza suina non è stata riscontrata in persone che avessero mangiato maiale che avesse superato gli opportuni controlli alimentari e che fosse stato opportunamente cotto o preparato come succede a diversi prodotti che contengono carne di maiale. Il virus viene distrutto alle temperature di cottura consigliate (70°C/160°F) normalmente per questo tipo di carni.
L'allerta del WHO. Il livello d'allerta stabilito dal direttore generale del WHO è stato portato da 3 a 4, ma - aggiungono dal WHO - questo significa soltanto che le probabilità di una pandemia sono in crescita, ma non che non si riesca a contenere il fenomeno e che il livello d'allerta possa tornare a livello 3, o invece salire.
Un controcanto arriva dall'Organizzazione mondiale della salute animale (OIE), punto di vista che non si può tralasciare. Secondo l'OIE, il virus include tra le sue caratteristiche componenti di virus suini, aviari e umani. Le informazioni a disposizione attualmente tuttavia - sostengono dall'OIE - non sono sufficienti perché il virus non è ancora stato isolato in nessun animale.