la 'pietra guaritrice', presso la chiesa di Santa Varena, a Villa del Foro
In molti luoghi d'Italia sopravvivono riti, culti, usanze e pratiche che trovano origine nell'era precristiana. Una di queste la si può osservare presso la chiesa di Santa Varena, a Villa del Foro, a quindici minuti da Alessandria. Qui nel borgo di Villa del Foro presso il muro esterno del basamento della chiesa dedicata a San Baudolino (protettore di Alessandria) e a Santa Varena, sul lato sinistro in basso si può vedere un masso affiorare dall'intonaco: è quella che si definisce la pietra guaritrice: la pietra che cura il mal di schiena. Una scritta, Pietra di Santa Varena, indica la grande pietra quadrata di granito protetta da una sbarra di ferro posta in diagonale.
La leggenda si perde nel tempo: pare nasca per le guarigioni miracolose alle malattie della schiena e dei reni avvenute dal 300 dopo Cristo in poi a opera di Santa Varena. La tradizione della pietra guaritrice resta viva discretamente nelle donne anziane, che appoggiano la parte malata alla pietra e, dopo aver fatto il segno della croce, pronunciano la formula che in dialetto locale suona così: Santa Vareina, fam guerì dar mà dra scheina (Santa Varena, fammi guarire dal mal di schiena).
Nel romanzo di Umberto Eco, Baudolino, che narra le vicende del santo che diverrà il patrono di Alessandria, si parla della tradizione e delle leggende per cui Santa Varena entra in relazione con Baudolino nell'estirpare le antiche credenze trasformandole in pratiche cristiane; si trattava di conquistare gli spazi dei culti etnici innalzandovi i templi e i simboli della nuova religione cristiana. In verità le pratiche di culto pagano sono difficili da estirpare, per cui sono giunte fino ad oggi e riguardano molte pietre.
Un'altra pietra che si trova in Piemonte è quella detta Pietra della Vita, in piemontese Ròch d'la vita, al Santuario di Oropa. Questo masso è parzialmente murato all'interno di una cappella costruita nel 1690 per cercare di nasconderlo. Nella parte di esso che è ancora visibile vi sono ancora alcune fedeli che vi si siedono sopra o vi appoggiano i genitali. Quando i primi cristiani arrivarono qui con l'intento di evangelizzare le popolazioni locali, non riuscirono ad impedire questo culto sia perché era troppo radicato, sia per le dimensioni del masso; così, in un primo momento, incisero varie croci. Su questa pietra, ora nascosta e difficile da individuare, le donne ricorrevano quando avevano difficoltà ad avere figli.
La leggenda poi narra che anche la stessa chiesa di Oropa venne eretta su un megalite, dove fu nascosta da Sant'Eusebio la statua lignea della Madonna Nera trasportata lì dalla Terra Santa. Da una parte la schiena, dall'altra i genitali: queste due pietre in Piemonte continuano la credenza della guarigione.
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