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Un mosaico impazzito di attimi, una serie di atti unici strettamente legati tra loro, vanno a comporre un caleidoscopico viaggio nell'universo fumettistico ed esistenziale di Andrea Pazienza.
È così che si apre la prima edizione del Festival ImmaginAzioni, con un omaggio al personaggio e all'uomo Paz. Ed è Antonio Tancredi, con la compagnia Le Zerbe - che da tempo sopravvive tra i meandri dell'underground teatrale genovese - a inventarsi questo esperimento.
Sul palco attori energici e passionali, insieme a oggetti banalmente quotidiani, incarnano personaggi e luoghi delle tavole del fumettista, coordinati da una drammaturgia non invadente, ma complice nel creare un fluido susseguirsi di immagini e suoni.
Al centro di questo mondo fatto di tavole carnali, c'è una coppia comica esilarante e caustica, quella di Paz e Pert, ovvero Pertini.
Partigiani, che con indosso pigiama rosso e utopie, affrontano la lotta per la sopravvivenza e per la libertà, con follia e coraggio. Insieme a loro ci sono il mitico Zanardi, un Pippo sballato e ribelle all'industria del business del cartoon, un moscone sempre in movimento che osserva senza essere visto e che ripete ciò che sente, ma a modo suo.
In un susseguirsi di situazioni Nel segno di Paz dà vita ad un teatro che è un po' festa, un po' happening, un po' concerto rock anni '70. Momento in cui lo spettacolo avviene, punto e basta, senza diaframmi tra vita, arte e trip vari.
Capita che in scena non si mantenga il giusto equilibrio tra rigore e spontaneità. La vitale sporcizia, insita a una materia così viva come quella di Pazienza e come quella dell'arte del teatro, a volte prende il sopravvento. Un po' di approssimazione c'è, in qualche azione; qualche battuta, magari è fuori tempo, fuori luogo. Ma è la vita che si muove sul palco, le idee, e la voglia di dare voce al Pazienza intimista e a quello satirico. Un Pazienza che urla in faccia al mondo che esistono ancora, oggi, nonostante tutto, i segni delle rese invincibili. Indelebili.
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