Fortapasc'
Viviamo i giorni di Facebook, quelli in cui l'oblio - si dice - è bandito. Viviamo i giorni di Gomorra e del "divismo" di Saviano.
Fortapasc' è passato, non è presente, non cerca di esserlo.
Fortapasc' è la storia vera e sussurrata di un morto ammazzato dalla camorra, di Giancarlo Siani, un ragazzo comune, un antieroe. Non c'è clamore, non ci sono su di lui riflettori puntati, non è un mito, non è un santo. Giancarlo è un ragazzo "normale", uno che si impegna, che ama scrivere e sente il bisogno di farlo. Uno che ha capito e che ha paura. Uno che insegna senza salire in cattedra, in una storia che commuove senza essere ruffiana.
Libero di Rienzo è discreto e perfetto, Marco Risi pesca una storia vecchia di anni nel pozzo sporco della nostra Italia: un messaggio per chi crede che si possa urlare sottovoce e per chi sceglie di ricordare ciò che non va dimenticato.
Diverso da chi?
Politica e omosessualità, ma aldilà dei temi in comune, fortunatamente nessuna pretesa di scimmiottare Milk. Piuttosto la voglia, tutta italiana, di fare autocritica mischiandola alla leggerezza di battute e risate. Niente di politicamente corretto, ma neppure niente di realmente offensivo. Abbattere gli schemi di chi si proclama al di fuori degli schemi, deridere il pregiudizio di chi si sente troppo emancipato per avere pregiudizi. Una commedia degli equivoci in cui gli attori si divertono e si vede: leggera, ironica. Susciterà un polverone mediatico e finirà in parlamento? Tutta pubblicità, Povia docet. Oppure ci regalerà semplicemente qualche risata e due ore simpatiche? Tutto sommato "sono solo canzonette". Al pubblico l'ardua scelta.
Live!
Lei è bella, determinata e vuole avere successo. Non un successo così così, mediocre, soddisfacente. Vuole il massimo. Nessun limite alle ambizioni, nessun limite ai mezzi per raggiungere il fine. Macchiavelli docet. La vita degli altri, in tutto questo, che valore può avere? Quello monetario, con cui la si compra, e quello dell'audience che crea, a vederla schiantarsi in diretta. Tutto qui. Un film didascalico, che vorrebbe far riflettere sui grandi temi dell'esistenza e che in realtà s'impantana da subito nella melassa morale da cui crede d'emanciparsi. Inutile, se non vivessimo in giorni in cui il cosiddetto reality show impazza su tutti i canali e sulle bocche dei più...