Una gita scolastica in Romagna: Ferrara, Cervia e Ravenna. A Cervia ci sono condomini maltenuti, alcuni coi vetri rotti da situazione postbellica. A marzo, senza discoteche sfavillanti, bagnanti in tanga e chioschetti colorati, purtroppo è morta e rimorta anche la blasonata movida.
Ma è l'accoglienza che mostra - ahimé - la corda più di tutto: ok, gli albergatori non gradiscono le gite scolastiche perché sono chiassose e a volte poco spendaccione, ma nessuno di noi si aspettava davvero che nella patria del sorriso - anche lì - la torta di riso fosse finita. Poi facciamo il Liceo classico, mica siamo teppisti: al massimo un po' secchioni, ma con moderazione. L'albergo di Cervia era un po' tricche e tracche (diciamo solo così) e sarà stato sicuramente perché ci hanno ficcati in una dependance, ma almeno la colazione, suvvia...
Quando il distributore del latte è vuoto e quello del caffè anche, il pane è finito e c'è solo la marmellata da spalmare sul dito, chiedi qualcosa di decente per il giorno dopo. Poi però che non si aspettino particolari salti di gioia se ti danno il pane del giorno prima. Pane e ringhio? Che caspita...
Almeno noi liguri, che magari gli studenti in gita scolastica li trattiamo un po' meglio, il ringhio lo chiamiamo mugugno, ed è un fatto tradizionale da secoli. Ma loro, gli inventori della magnifica piadina (meno male che lei almeno c'era!), che sono noti al mondo come dei grandi amiconi sorridenti, che virus si son presi ultimamente?
Ma per carità solo perchè siete andati un un albergo di scorbutici non si può generalizzare o paragonare minimamente l'ospitalità dei Romagnoli con la nostra.... Vado in Romagna da 10 anni e non c'è paragone, è brutto dirlo, ma proprio NO WAY... Nemmeno si può azzardare minimamente un confronto sull'organizzazione e la predisposizione che ha la Regione Emilia Romagna verso il turismo , rispetto alla nostra... Non mi soffermo nei particolari perchè sarebbero infiniti... dalle navette per le discoteche, ai prezzi modici per ogni cosa, alla cordialità dei negozianti.
Tornaci da solo che ne riparliamo.