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Prendi un monumento e una lampadina. Molte lampadine. Cosa ne fai? Illumino il monumento, rispondi. Oppure mi frego le lampadine, va bene anche questo.
Ma ho un suggerimento migliore: usa il monumento come lampione per illuminare la strada.
Al limite, se proprio vuoi soddisfare una tua perversa vena artistica, fai una scrittona al neon da applicare sul nostro caro monumento. Remunerativo, in più.
Gli esempi si sprecano.
Porta Siberia. Bell'oggettino di architettura militare, peraltro di firma: Gian Galeazzo Alessi, che fra gli architetti rinascimentali è uno grosso. Ma, più che bella, solida. Se ci pianti un chiodo, un fischer, regge benissimo: belle pietrone rassicuranti tirate su come si faceva una volta. Niente di meglio per appiccicarvi tre faroni che illuminano a giorno lo splendido posteggio sottostante.
Di notte vuoi controllare se la tua auto è ancora lì? La scorgi netta e illuminata; se vuoi ammirare la Porta, finisci accecato. Utile.
Ma l'originalone che ha curato l'illuminazione cittadina ha un metodo. Ad esempio Palazzo San Giorgio gode di un faro che fa il suo lavoro come si deve, ovvero dalla sopraelevata illumina il palazzo e non il contrario. Peccato che si tratti di una luciona gialla al sodio degna del peggior vialone periferico. Impresentabile.
E cosa dire del palazzo della Borsa di Piazza De Ferrari o del grattacielo di Piazza Dante? Entrambi pregevoli esempi di architettura storica, l'uno neobarocco, l'altro piacentiniano. Il primo è stuprato da una megapubblicità della Carige, l'altro da quella di Primocanale.
La Carige: vagonate di milioni spese in iniziative artistico-culturali e poi a nessuno viene in mente che rinunciare a quel neon è per il bene della città equivalente alla pubblicazione di una strenna sulla scultura lignea della Valpolcevera? Anzi, visto che il palazzo appartiene alla Curia di Milano (che certo non condivide l'interesse a rivalutare il centro cittadino, soprattutto se c'è da rinunciare agli introiti della pubblicità in questione), perché non riscattare il neon pagandone l'affitto ma lasciandolo vuoto in modo da valorizzare piuttosto l'architettura?
Stesso discorso per Primocanale: si è offerto di restaurare l'orologione del Grattacielo, modica spesa di una decina di milioni, e in cambio cosa ha voluto? La possibilità d'inserirci un bel neon di undici metri sotto. Bravi.
Ma il modello-Piccadilly Circus o è seguito fino in fondo (sotterrando l'edificio dietro un muro di luminarie che diventano l'attrazione in sè) oppure è meglio rinunciare e magari offrire un regalino alla città, che ha tanto bisogno di un'immagine nuova.
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