Il comune di Fenestrelle, in provincia di Torino, era stato descritto da Edmondo De Amicis nel 1884 come fosse un villaggio olandese, tanto era dipinto in ogni sua parte e con i davanzali colmi di fiori. Dislocato a 1154 metri di altezza sulle due sponde del Chisone, Fenestrelle fu una antica colonia romana. Riguardo alla sua fortezza, sempre De Amicis, aveva scritto: «Uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offriva non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la fortezza di Fenestrelle».
Questa imponente fortezza che si snoda su 635 metri di dislivello e lunga complessivamente 3 chilometri, occupa uno spazio di 1.300.000 metri quadri. Al suo interno ha una scala coperta di 4000 gradini e una scala reale da 2500; con il totale di 6500 scalini si può definire la scala più lunga del mondo. A questi dati bisogna poi aggiungere 5 ponti levatoi interni, 14 ponti di collegamento, 3 forti, 7 ridotte, 28 risalti, 183 fari per l'illuminazione: un’opera che ha richiesto 122 anni per essere completata. Con queste dimensioni il forte di Fenestrelle si può ritenere il più grande d'Europa e la più estesa costruzione in muratura dopo la Muraglia cinese.
Fatta costruire da Luigi XIV (il Re Sole, lo stesso che fece erigere la Reggia di Versailles), la fortezza di Fenestrelle è stata un baluardo alpino contro le invasioni sul versante francese; rimasta sotto il dominio francese fino al 1713, entrò dopo quella data a far parte dell’efficiente sistema di difesa della 'linea militare delle Alpi', diventando così uno dei più importanti punti strategici sul confine tra Francia e ducato sabaudo.
Dopo l'Unità d'Italia divenne un carcere per i briganti che infestavano il meridione. Vi furono rinchiusi più di 120 mila condannati e nessuno di questi ne uscì vivo (tra questi anche la giovane calabrese Maria Oliverio, l'unica brigante donna della storia italiana). Il clima rigido, con un inverno che potrebbe durare anche 10 mesi, è micidiale per chi vi è rinchiuso, e infatti i detenuti vi perirono di stenti e freddo.
Attualmente è previsto un piano di recupero turistico regionale, che entro il 2011 dovrebbe valorizzare non solo la Fortezza di Fenestrelle, ma il complesso di Pracatinat e il parco Orsiera Rocciavrè, aumentando la fruibilità di questo eccezionale monumento che già oggi può contare su 40 mila visitatori all'anno.
Se oggi è ancora possibile visitarla e respirare al suo interno queste atmosfere, lo si deve soprattutto allo straordinario impegno dei volontari dell'Associazione Progetto San Carlo - Forte di Fenestrelle onlus, che dal 1990 hanno cominciato il suo recupero con instancabile entusiasmo. Il costo della visita, da effettuare dopo la prenotazione obbligatoria (per info 012 183600), varia da 6 a 12 Eu, a seconda dei percorsi prescelti.