Una fonte inquietante. Uno spaccato di quello che succede nel nostro pianeta secondo dopo secondo. È il mondometro, o meglio Worldmeters, sito che raccoglie in tempo reale nascite e morti dichiarate nel mondo, spese mediche totali, spese di educazione e militari. Auto, moto e computer prodotti. Ogni tipo di dato, leggibile anche in italiano, rilevato dalle principali organizzazioni internazionali.
Dati preoccupanti e divisi in sezioni, spaccati della società che fanno da lente di ingrandimento su realtà che ci vengono mostrate con diverso impatto da media e tv. Nella sezione Water ci sono le statistiche riguardo l'acqua consumata durante l'anno in corso in bilioni di litri, le morti registrate a causa dell'acqua e il numero di persone che giorno dopo giorno non hanno più accesso all'acqua potabile.
Lo scorso 25 gennaio nel convegno al World economic forum di Davos, il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon ha dichiarato: «Una delle più grandi sfide a livello mondiale sarà quella di garantire un approvvigionamento d'acqua sana e abbondante per tutti. La mancanza d'acqua contribuisce alla povertà e alle tensioni nel mondo intero - ha spiegato - dal Darfur ai Territori palestinesi e alla Colombia. Le risorse d'acqua si stanno impoverendo. La crescita della popolazione renderà il problema peggiore. Come il cambiamento climatico. Così come crescerà l'economia mondiale, crescerà la sete».
Il segretario generale dell'Onu ha citato inoltre il recente rapporto di International Alert che individua 46 Paesi, in cui vivono 2.7 miliardi di persone, in cui il cambiamento climatico e la crisi idrica stanno creando un elevato rischio di conflitti violenti, mentre altri 56 Paesi, dove vivono 1.2 miliardi di persone, sono a rischio di instabilità politica.
Anche la sezione riguardante la salute raccoglie dati allarmanti: le morti per cancro, alcol e malaria e l'incredibile numero di sigarette fumate ogni giorno nel nostro pianeta. La cifra di denaro (in dollari, n.d.r.) spesa finora in droghe illegali, gli incidenti stradali mortali e la morte di bambini di età inferiore ai cinque anni. L'Aids è un capitolo a parte: circa il 63% dei sieropositivi si trova nell'Africa sub-sahariana, che nel 2007 ha registrato il 72% di tutte le morti di AIDS nel mondo: un adulto su tre è infettato in Botswana, Swaziland e Zimbabwe, uno su cinque in Namibia, Sudafrica e Zambia, mentre in altri Paesi meno colpiti la percentuale è di uno ogni venti.
Emerge infine che entro il 2050 la popolazione mondiale arriverà a nove miliardi di persone e che di conseguenza la domanda alimentare globale e la richiesta di energia aumenteranno. Gli esperti mondiali del settore sono certi che la prossima crisi mondiale sarà quella dell'acqua, il vecchio continente aumenterà a dismisura l'età media della popolazione mentre il boom demografico si registrerà nei paesi in via di sviluppo.
Gli abitanti di quarantasei Paesi tra cui Germania, Italia, Giappone, Corea del Sud e la maggior parte dell' ex Unione Sovietica saranno inferiori nel 2050 rispetto al livello attuale. In compenso le popolazioni di Afghanistan, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Guinea-Bissau, Liberia, Niger, Timor Est e Uganda triplicheranno i loro popoli nelle prossime quattro decadi.