Con questo articolo inizio una navigazione per alcuni luoghi strani e curiosi d'Italia sulla base di una vecchia cartina, allegata a un numero della rivista Panorama del 1982: L'altra Italia.
Quell'altra Italia era un vademecum per scoprire luoghi della nostra penisola insoliti e curiosi; con la cura di Claudio Sabelli Fioretti si indicavano deviazioni per trasgredire, viaggi fuori dalle solite mete per scoprire paesi, sagre, tradizioni, costumi e luoghi sconosciuti ai più. Dal 1982 l'Italia, come il mondo, è cambiata; si è trasformata profondamente. Nel frattempo quell'altra Italia, che ancora esiste e resiste, è l'Italia di sempre. Perciò se devo dare un titolo a questo mio vagare scelgo: Italia da riscoprire.
Allora non c'era Internet, la Rete che permette di navigare e conoscere i posti più curiosi anche stando seduti comodi in salotto. Così mi sono mosso in un viaggio virtuale per scoprire quanto è finito su Internet di quella guida, e quanto si può trovare di nuovo con questo strumento. La mia navigazione è naturalmente meno sistematica e si ripromette di riportare solo quelle informazioni che ancora destano insieme stupore e curiosità. Oggi, con le informazioni trovate su Internet, possiamo anche ampliare la documentazione e così fornire ai lettori un viaggio originale verso stranezze e curiosità che potranno diventare in seguito mete di visite vere.
Con la mia navigazione ci avventureremo in un viaggio che rimbalzerà da un luogo all'altro d'Italia senza un particolare ordine, ma semplicemente con i rimandi che i motori di ricerca segnalano agli internauti.
Nel frattempo voglio ricordare che Claudio Sabelli Fioretti, insieme a Giorgio Lauro, ha fatto A piedi un lungo viaggio: da Lavarone in Trentino a Cura di Vetralla in Lazio. Un viaggio su strade trafficate o meno, con la costante concretezza di vita reale conosciuta camminando. Quell'esperienza è raccolta nel libro A piedi, edito da Chiarelettere.
Quello fatto è stato un errare per errare, un lungo itinerario di circa seicento chilometri percorso a piedi, raccontato anche in un video che segnalava cazzeggiando incontri con cartelloni, insegne, persone e paesi caratterizzati da bar, locande e trattorie: un'altra Italia, meno curiosa, ma altrettanto Italia di sempre. Io invece mi propongo di fare un viaggio digitale, in punta di dita; sono sicuro che quella che troverò è un'Italia da riscoprire.
Prima parte
Senz'altro l'avrete già vista, poiché è diventata un’icona di Sanremo al pari del suo Casinò e del Festival: parlo della Chiesa Russa Ortodossa. A Sanremo, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, sorge quest'opera d'arte, riconoscibile dalle cupole colorate e smaglianti sormontate da croci russe a tre braccia. Trovato nel 1912 il terreno, un bellissimo appezzamento all’inizio di Corso Imperatrice, la chiesa russa ortodossa fu costruita nel 1913, in cento giorni.
Fu inaugurata il 23 dicembre 1913 alla presenza dell'ambasciatore russo Krupenskij in rappresentanza dello Zar, delle autorità italiane, della comunità russa e della nobiltà italiana e russa.
Si tratta della conclusione di un progetto iniziato alla fine dell’800 dalla colonia di russi che seguendo l’esempio della zarina Maria Aleksandrovna, moglie dello zar Alessandro II, iniziò a trascorrere gli inverni nella cittadina ligure. Era l'anno 1875. In quell’occasione, in segno riconoscenza la sovrana donò alla città degli alberi di palma per ornare la splendida passeggiata a mare, allora in costruzione, che le fu poi intitolata dall’allora sindaco Conte Roverizio di Roccasterone, ed è ancora oggi chiamata ‘passeggiata Imperatrice’.
La chiesa fu dedicata a Cristo Salvatore, e l’altare a Santa Caterina martire e a San Serafino di Sarov. Attualmente è riconosciuta solo come Chiesa di Cristo Salvatore. All'interno numerosi oggetti sacri, religiosi e votivi donati dai fedeli devoti, due icone del Salvatore e della Madonna e ancora copie autentiche di icone di V.M. Vasnecov donate dalla nobile signora Pauswers, che arricchiscono le porte laterali.
Nella cripta sono sepolti dal 1921 i corpi dei reali del Montenegro, Nicola I, Petroviæ-Njegoš e sua moglie, la Regina Milena (sepolta nel 1923), i genitori di Elena di Savoia, e due figlie di questi ultimi.
La chiesa ortodossa, il cui indirizzo è corso Nuvoloni 1, è tuttora funzionante e aperta ai credenti ed è visitabile con il contributo di 1 Eu per far fronte ai lavori di restauro. La chiesa russa ortodossa non riceve alcun contributo, vive grazie alla generosità dei fedeli e dei turisti che la visitano.
Una piccola curiosità: la chiesa è stata concessa nell’ottobre 2007, in via del tutto eccezionale, per la presentazione del libro di Nico Orengo, Hotel Angleterre, tenendo del legame tra lo scrittore e la storia della chiesa russa: il conte Tallevici, a cui venne intestato il terreno acquistato per la costruzione della chiesa, è bisavolo dello scrittore.