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Cultura
la copertina di 'Ballata per Fabrizio De Andrè'
la copertina di 'Ballata per Fabrizio De Andrè'
 

Fabrizio De Andrè diventa fumetto

 
La graphic novel di Algozzino racconta i protagonisti della canzoni del cantautore. Venerdì 9 un reading all'Altrove. Dalla community
 
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08 gennaio 2009
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di
Francesco
Cascione
   

Raccontare Fabrizio De Andrè attraverso i suoi personaggi lasciando che siano le creature a parlare del creatore per celebrarlo, certo, ma soprattutto per definirlo.
È questa l’idea alla base della Ballata per Fabrizio De Andrè, la graphic novel realizzata dal palermitano Sergio Algozzino, edita dalla Beccogialllo (112 pg – 15 Euro), ben si inserisce in un contesto celebrativo in occasione del decennale della scomparsa di Faber.
Miché, il Suonatore Jones, Tito, Marinella e Boccadirosa, il Giudice, il Gorilla ma anche il Cristo uomo della Buona Novella, il bombarolo, Andrea, Carlo Martello e Piero, l’icona di tutti i soldati che combattono e muoiono nel posto sbagliato, nel momento sbagliato.
I personaggi che De Andrè disegnò con la sua musica e la sua poesia vengono disegnati da un fumettista, uno che dove finisce la sua mano – invece che una chitarra – vede cominciare una matita. Abbiamo intervistato Sergio Algozzino.

Quale è stata la scintilla che ha dato vita a questo lavoro dedicato a Fabrizio De Andrè?
«La scintilla è stata accesa dalla Beccogiallo, che sapeva della mia passione. Non volevo fare una biografia, da una parte perché sono troppo giovane (è del 1978 n.d.r.), e molti degli avvenimenti che avrei dovuto narrare non li avevo vissuti in prima persona, dall'altra perché c'è già tanto materiale di quel tipo in giro, a tratti anche buono. Nasce così lo spunto di mettere in scena i personaggi delle sue canzoni».

I personaggi in scena raccontano se stessi mostrando i tanti lati della personalità di Faber, tanto da apparire come maschere dietro le quali c’è sempre lo stesso viso. Tanti gli spunti: si parla dell’amore che porta al suicidio Miché, alla passione di Boccadirosa alla malinconia di Marinella. Sono particolarmente toccanti le pagine dedicate ad un immaginato confronto tra un indiano e Andrea, vittime di un mondo che ha annichilito il primo come popolo e si rifiuta di riconoscere l'altro come individuo. Il loro sfogo sembra uscire con forza dalle pagine della graphic novel diventando estremamente attuale.

Cosa ha rappresentato per lei quella parte?
«A livello personale è la parte che più mi tocca. Volevo assolutamente mantenere il concetto che non esiste una ragione assoluta, ed è per colpa di chi pensa di avere l'unica e sola risposta che nascono gli scontri dialettici e, volendo, fisici. Sinceramente, in quella sequenza non saprei di chi prendere le parti».

Coe è avvenuto il tuo incontro con De Andrè?
«Con l'uscita de Le Nuvole. Mio fratello lo ascoltava, ed è entrato direttamente nella mia piccola selezione di "cose che mi piacevano". Poi anche la mia maestra di educazione musicale mi fece studiare al pianoforte La Guerra di Piero, e quello stimolo mi portò a cercare qualche altra canzone di De Andrè. Più avanti ebbi la curiosità di ascoltare proprio tutto...»

Da genovese ho l'impressione che la musica di Fabrizio sia diventata un vero e proprio monumento, una testimonianza al mondo di cosa sia Genova al pari della lanterna, dei vicoli. Un patrimonio nostro di cui essere orgogliosi senza gelosie, senza la voglia tutta genovese di nascondersi invece che mostrarsi.
«Da fuori - Sergio arriva da Palermo - si conosce tanto Genova quanto Marinella. È una sensazione curiosa, perché Faber ci trasmette sensazioni e odori della vostra città. Mi sembra quasi di avere avuto un nonno che mi parlava della sua città natale, e adesso verrò a visitarla per davvero».

Sergio sarà infatti venerdì 9 gennaio, in occasione del primo Fumasci organizzato da Andrea Piccardo per il 2009 (ore 21.00 Al Teatro Altrove di piazzetta Cambiaso) per un reading speciale in cui alle immagini verranno accompagnate dalla musica di Faber grazie alla partecipazione di Fabrizio Ugas, Federico Bagnasco e Daviano Rotella.
Una serata dedicata al cantautore nei caruggi di Genova, «Sono emozionato e spaventato – mi racconta Sergio - sono sicuro che sarà un'emozione molto intensa, e colgo l'occasione per ringraziare Andrea Piccardo e il CIV della Maddalena per avermi invitato. Non vedo l'ora di fare una passeggiata fra i vostri vicoli, di mangiare qualche buon piatto locale e di parlare del mio libro».

 
 
 
 
 
 
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