Dieci anni fa, in questo mese, ho iniziato a navigare regolarmente su internet. Avevo un modem che si connetteva alla Rete internet a 28Kb di velocità, dopo un aggancio preceduto da un rumore di relais e fischi. Ogni volta che si connetteva era una emozione: entravo in Rete, in collegamento online con tutto il mondo. La prima operazione era aprire la posta… un suono discreto segnalava l’arrivo delle prime mail e i contatti erano ancora pochi. Dieci anni fa l’e-mail si chiedeva con titubanza, si aveva paura di far sentire in imbarazzo l’altro, quello che ancora non l’aveva e ti guardava strano. Oggi no. Oggi insieme al numero di cellulare viene scambiato l’indirizzo di posta elettronica; oggi tutti hanno un indirizzo e-mail fornito dal provider, dal datore di lavoro, dalle società di servizi sul web, regalate dai motori di ricerca, dai server… quindi spesso più di uno.
A quei tempi era appena uscito sul mercato il nuovo sistema operativo per pc, Windows 98, ed io navigavo con Explorer, che qualche volta tradivo con Netscape. Quelli erano i browser, i primi programmi per navigare in internet che ti facevano approdare nei luoghi più diversi, pagine colorate con qualche animazione gif. Di lì a poco avrei costruito la mia prima pagina web: comprato il dominio, ovvero un nome da registrare, avrei messo in vetrina qualcosa di me, sarei diventato un punto di approdo, più che altro diventavo una bottiglietta gettata nel vasto mare internettiano. Ricordo poi di essere passato poi al modem 56Kb, ma prima mi ero procurato una linea ISDN (Integrated Services Digital Network) per avere il telefono libero. Mia moglie giustamente non sopportava di non disporre più del telefono domestico. Con l’ISDN si aveva la possibilità di sdoppiare la linea telefonica. Il passo successivo era l’ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line): finalmente la navigazione diventa veloce, così si possono scaricare foto, filmati e documenti allegati anche di grandi dimensioni. Oggi dispongo della fibra ottica e viaggio a 100 Mbps. Fra poco avremo il Wi-Max e allora andare su Internet sarà come accendere una radio: un click e il mondo sarà sul nostro palmo di mano. Sarà facile raggiungere tutte le informazioni del globo.
Cosa dire di questi 10 anni? È stata una grande avventura: con internet mi si è aperto un mondo. Meglio dire che il mondo è entrato nella mia stanza. In questi 10 anni con internet ho conosciuto molte persone, fatto amicizie, ho scambiato corrispondenza con persone all’altro capo del mondo, ho preparato viaggi reali, prenotato alberghi, biglietti di ingresso a musei, teatri, scaricato e ascoltato musiche, visto filmati, comprato oggetti tra i più disparati, ho fatto donazioni e adozioni a distanza, pagato multe, fatto bonifici bancari, pagato tasse, scritto su rubriche (a proposito, una di queste Italians di Beppe Severgnini, compie 10 anni di vita il prossimo 3 dicembre) ho creato blog, collaborato a web magazine, sono entrato a fare parte di community (quella di mentelocale.it è una delle prime e da me più amata). Con la nascita del social network ho aderito poi ad altre community, l’ultima è Facebook, un’altra risorsa per intrecciare amicizie e scambiare pensieri.
Già, internet è la sintesi di un processo informatico eccezionale: è la rivoluzione multimediale della comunicazione, e noi possiamo essere parte attiva nella costruzione della notizia con commenti e integrazioni. Servirà pur sempre però un professionista della comunicazione, un giornalista, che sappia filtrare, verificarne la veridicità, rendendo fruibile, chiara e per tutti la notizia. Nel frattempo internet prosegue la sua crescita e importanza: è notizia di questi giorni che perandare negli Stati Uniti le richieste di ingresso si dovranno fare solo online: bisognerà compilare una autorizzazione elettronica via internet. Quest’ultima è una misura di sicurezza voluta dall’amministrazione Bush, dopo l’11 settembre 2001, per bloccare i terroristi.
Altri segnali (questa volta negativi) provengono dai social network dove si stanno organizzando community di neonazisti e razzisti; è di attualità la discussione sulla necessità di controllare ed eventualmente di chiudere quei siti web. Un’altra notizia è il discorso di Barack Obama trasmesso da Youtube e sul sito della Casa Bianca; l’elezione del nuovo presidente statunitense è anche l’espressione di una politica wiki, ovvero decisioni prese in modo rapido e costruite dal basso: la filosofia politica di internet, una nuova democrazia della comunicazione.
Avevo appena compiuto 18 anni quando comprai il mio primo accesso ad internet: ho ancora il contratto e lo custodisco come una reliquia. All'epoca, con Italia Online, costava ben 250.000 lire l'anno! Era il Gennaio del 1998. Di lì a poco tempo sarebbe scoppiata la rivoluzioni degli accessi gratis... il vero boom di internet per tutti. Qualche flash: altavista, la prima immagine meteosat scaricata per mia madre, una vecchia guida per internet tradotta sommariamente dall'inglese.
Di lì a pochi mesi avrei iniziato a comprimere wav in mp3, con improbabili programmini in DOS: il mio 486 ci metteva un tempo pari alla durata stessa della canzone...
Me li ricordo anche io i primi tempi di internet: io avevo il mitico Windows 95 e navigare in rete era mostruosamente lento: la grafica di allora, a pensarci oggi, era davvero ridicola. Ma mi viene un po' di nostalgia...