Domenica 16 novembre è stata la giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada. Due giorni prima è uscito nelle librerie italiane il libro di Elena Valdini, Strage continua (Chiarelettere, 200 pp., 12 Eu). Questo primo libro è nato quando la giovane giornalista Elena Valdini, partecipando lo scorso anno alla manifestazione Giustizia per le vittime, organizzata a Roma dall’Aifvs - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - ha capito quanto il nostro Paese sia indifferente alla tragedia delle morti sulla strada.
L’impegno della ventisettenne Elena Valdini è sorto con un moto di indignazione personale sia perché ha perso, come molti della sua età, degli amici sulla strada, sia entrando in contatto con il dolore dei genitori e parenti delle vittime.
Il libro inizia con un’orazione civile di Giuseppa Cassaniti Mastrojeni che, denunciando la gravità della situazione, auspica che si smetta di accettare con colpevole indifferenza e discriminazioni, le ingiustizie che subiscono le vittime degli incidenti stradali attuando una coerente assistenza e prevenzione.
La verità, vi prego, sulle vittime della strada, questo soprattitolo del libro ricorda un altro famoso libro di Auden: La verità vi prego sull’amore… due implorazioni per due misteri? Mentre per l’amore il mistero potrebbe permanere trattandosi di una relazione intima ricca di alchimie, per le stragi continue non si trova il senso. Il tema delle stragi sulle strade non dovrebbe essere un mistero, rimane il fatto che questi morti sono inseriti in un conteggio statistico di normale amministrazione: sono morti di straordinaria lievità, non interrogano, non pesano.
La verità, vi prego, sulla strada è il primo capitolo, dove la giornalista cerca di capire di più del suo mestiere di fare domande che tutti sanno: un morto e mezzo ogni ora. Numeri da guerra. Tutti morti di serie B. Tutti morti che si possono addebitare ad una strage di Stato. In un contesto, come quello degli ultimi anni, dove diffusamente si assapora la paura e lo spavento per tutto, non si comprende l’indifferenza per gli incidenti stradali.
Nell’affrontare il tragico tema delle morti sulle strade, Elena Valdini scandaglia tutte le dinamiche degli incidenti, radiografando i processi e non tralasciando la cognizione del dolore delle vittime e dei loro affetti. Una denuncia ben argomentata che mancava alla nostra coscienza civica e morale.
I dati fanno rabbrividire: negli ultimi dieci anni è scomparsa una città delle dimensioni di Pavia, di Asti: vale a dire che sono morte per incidenti 80.000 persone. 35 miliardi è il costo sociale di ogni anno della strage sulle strade. Nel 2004, 2005 e 2006 non si è investito neppure un centesimo in sicurezza stradale. Quest’anno 2008, per coprire le spese dell’abolizione dell’ICI, sono stati tagliati gli investimenti nel settore infrastrutture dei trasporti e con la finanziaria sono stati dimezzati i fondi del Piano nazionale della sicurezza stradale, da 35 a 17,5 milioni di Eu. Un libro che elenca molti dati e non fa solo memoria della strage continua, recuperando storie perse, ma denuncia l’assenza dello Stato per affrontare questa tragedia.
L’ultima parte del libro è costituita dall’elenco dei Contatti utili dell’Associazione Aifvs. In fondo niente più della solidarietà e l’amore per la vita può aiutarci a scuotere le coscienze per risolvere le inaccettabili morti sulle strade. Non possiamo procrastinare oltre l’indifferenza dello Stato italiano e l’implorazione-urlo del libro impone risposte.