Nella mente di noi occidentali, l’equazione Cina–Grande Muraglia è sicuramente la più naturale e l’immagine della Muraglia è forse una delle più pubblicizzate quando si parla del Regno di Mezzo. Anche se un po' snobbato dagli abitanti della capitale, il Muro, come viene chiamato in cinese, è la meta cui nessun turista straniero o indigeno non pechinese vuole e deve visitare.
Non esiste una Grande Muraglia nel senso di elemento architettonico unico: differenti siti - quasi tutti ricostruiti - costituiscono i punti di entrata nella Muraglia stessa che, per sua natura, è altrimenti inaccessibile.
Se si ha la fortuna di atterrare a Pechino in una giornata senza foschia si può avere un colpo d’occhio veramente notevole sulla Muraglia e seguirne la forma che ricorda quella di un dragone sdraiato lungo la cima delle montagne. Sia questa immagine che l’impressione che la Muraglia rende vista da vicino, porta al domandarsi sul perché di tanta ostinazione nel ricalcare in maniera ossessiva il profilo della montagna, anche nei punti più improbabili ed anche quando questa scelta forse non era la più strategiacamente valida.
I siti più famosi nei dintorni di Pechino sono sicuramente Badaling e Mutanyu. Un pò in tutto il nord della Cina si trovano tratti, meglio o peggio conservati, della Muraglia che termina entrando letteralmente nel mare a LaoLongTou.
Il tratto di Badaling si trova a circa 60 Km da Pechino, a nord della famosa fortezza di Juyongguang ed è situata in un punto ancor oggi strategico, perché costituisce un accesso diretto dal nord per Pechino. Nei tempi antichi si diceva che il passo di Juyongguang fosse la porta per Pechino e Badaling la sua serratura.
Il Muro in questo tratto è alto circa otto metri e tanto largo da permettere a dieci uomini - o cinque cavalli - di attraversarlo fianco a fianco. Le merlature rifatte in epoca recente lasciano immaginare ancora molto bene la loro funzione di riparo per i difensori che dall’alto lanciavano le frecce verso i Mongoli. Gli invasori impazzavano a cavallo sotto le mura, cercando il modo di passare e di avere quindi la via libera verso le ricchezze e il potere custodito a Pechino.
La Muraglia è costellata, ad intervalli regolari, dalle torri di guardia che, grazie a segnali di fumo e fuochi, fungevano anche da rete di trasporto delle informazioni che potevano quindi giungere in tempo reale, per gli standard dell’epoca, ai vari quartier generali costruiti a ridosso della muraglia e dai quali venivano coordinate le azioni di difesa. In maniera regolare erano anche distribuite le caserme dove alloggiavano i soldati e gli impianti logistici.
La strada per raggiungere questo tratto della muraglia si inerpica lungo le montagne. Lungo la strada per Badaling si possono visitare altre attrazioni, come lo zoo all’aperto, dove si trovano gli orsi tipici della zona e da dove si ha un ulteriore accesso ad un tratto meno famoso - ma non per questo meno spettacolare - della muraglia.
Normalmente questa gita viene associata, nei tour organizzati, alla visita ad uno dei numerosi siti tombali risalenti all’epoca Ming che, sebbene importanti come testimonianza storica, non sono così spettacolari.
La Sezione di Mutianyu della Grande Muraglia si trova 20 km a nord ovest dalla cittadina di Huarou, a circa 70 Km di distanza da Pechino. La vegetazione è rigogliosa (copre circa il 90% del territorio) e si possono trovare molti tipi di piante e frutteti.
I nomi dei passaggi ricordano i tempi in cui la Muraglia era teatro di scontri: Freccia, Falco, Corno di Bue.
Una volta arrivati e passati necessariamente attraverso il mercatino, si sale con la funivia fino ad una delle torri principali. Alternativa alla funivia (a parte la faticosa scalinata) è il divertente toboga che attraversa tutta la collina ma che può, evidentemente, essere preso solamente al ritorno. All’arrivo, immancabile, la foto con i figuranti vestiti da guerrieri Mongoli.
Il periodo migliore per visitare la Muraglia è sicuramente quello dei mesi pre e post estivi, dove alla relativa mitezza della temperatura si unisce una discreta visibilità, cosa che non si ha normalmente in estate a causa della eccessiva umidità.
Se non si temono le basse temperature, che raggiungono tranquillamente i meno dieci gradi, vale la pena di venire in inverno, quando abbondano le giornate soleggiate.
Le escursioni sulla Muraglia non sono impegnative. Attenzione però ai periodi dell’anno in cui ghiaccio e vento rendono pericolosi i tratti lastricati, che possono essere anche decisamente scoscesi. Consiglio sempre una tenuta piuttosto sportiva: scarpe comode, giacca antivento, cappello.
Attorno alla Muraglia, come in tutti gli altri luoghi di attrazione turistica, sono sorti una miriade di mercatini e negozi di souvenir, dove i prezzi, soprattutto per gli stranieri al primo approccio con i mercanti locali, sono decisamente alti rispetto al centro città.
Come sempre è meglio acquistare solo oggetti di cui si conosce il valore di mercato, altrimenti si rischiano sonore fregature.