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Il Grande Segreto della Critica

 
Tutto quello che non hanno mai osato dirvi sulle recensioni. Per esempio come scrivere un articolo molto lungo senza dir nulla. Di Viaro
 
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7 novembre 2008
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mentelocale di
Giorgio
Viaro
   
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L'entropia è una funzione di stato che viene interpretata come una misura del disordine di un sistema fisico. Il secondo principio della termodinamica dice che l'entropia tende sempre ad aumentare in un sistema isolato. Tipo l'universo.
Oppure la mia scrivania.
Non trovo più le mie matite a pulsante e sto per avere una crisi di panico.
Giusto ora un'amica mi ha lasciato vicino alla tastiera un Ferrero Rocher. Altro disordine. Entropia con un cuore di cioccolato.

Ma non era di questo che intendevo parlarvi oggi. Intendevo invece parlarvi de i dolori del giovane critico.
Il giovane critico ha una teoria: non esiste nessun film che non possa essere analizzato e giudicato esaustivamente in 2500 battute. La teoria in questione può anche essere riformulata nel modo seguente: nessuna recensione dovrebbe richiedere un tempo di lettura superiore a quello che il cittadino medio è disposto a passare sul water.
Il giovane critico solitamente si riferisce a questa teoria con l'epiteto di Grande Segreto della Critica Mondiale.

Oltre le 2500 battute si manifestano fenomeni etichettabili come: narcisisimo, improvvisazione, ripetizione, evasione dal tema.
L'abilità del critico provetto e privo di morale sta nel cammuffare i fenomeni sopra riportati sotto una coltre di vocaboli misteriosi e desueti.
Considerate a questo punto che diventare un critico provetto e amorale è il mio sogno più grande. Lavoro notte e giorno per anestetizzare la mia coscienza.
Ed ecco che una settimana fa mi capita un'occasione fantastica.

Il mensile per cui scrivo mi assegna un breve saggio (6500 battute) su David Lynch.
A questo punto bisogna dire due cose.
La prima è che su David Lynch sono stati pubblicati worldwide più libri che su Gesù Cristo o su Topolino.
La seconda è che su David Lynch non c'è niente da dire.
Perchè se c'è un regista il cui cinema è puro esito di un immaginario (fobico e onirico) privato quello è Lynch. E l'unico rapporto che si può avere con il cinema di Lynch è viscerale, quindi personale. Fine della traccia (223 caratteri spazi inclusi).
Come arrivare dunque a 6500 battute?

Il mio piano è quello di ricorrere a strategie come improvvisazione, ripetizione ed evasione dal tema.
Magari mi lascerò andare a quelche vezzo narcisistico.
Di certo ricorrerò a tutto il mio vocabolario, usando parole come "concrezione" e "eidetico". Che sommate fanno già 20 caratteri.

«Le idee sono simili a pesci. [...] Se vuoi prendere il pesce grosso devi scendere in acque profonde. [...] Più la tua coscienza è dilatata, più scendi in profondità. Il programma di meditazione trascendentale che pratico da 33 anni è stato il modo per immergermi in acque più profonde a caccia del pesce grosso». (David Lynch)

 
 
 
 
 
 
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