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Cultura
Amelia vuole un cane
 

Libri per sognare con gli animali

 
Tre fiabe per bambini: si gioca con 'Capretti caproni'. Storia a lieto fine in 'Il pulcinetto del boschetto'. Infine, 'Amelia vuole un cane'
 
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6 novembre 2008
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di Roberta Maresci
   
M'bee povere caprette. Fra poco potremmo mungerle e ottenere un cappuccino con la schiuma già pronto. Il progetto newyorkese prende il nome di BioSteel Goats ma è lo sporco lavoro che qualche ricercatore doveva pur fare per conto dell'azienda canadese Nexia Biotechnologies.

E la storia del cappuccino è quella che ci va più sul leggero, rispetto alla capra antiproiettile in preparazione: i suoi geni saranno composti da geni di ragno e produrrà nel suo latte una proteina utile a costruire leggerissimi giubbotti super resistenti e super leggeri. Ecco dunque proverbiale rifugiarsi nelle favole: e che favole. Ce n'è una deliziosa per quanto è semplice, dove per fortuna di biocapre in bioacciaio non c'è traccia. Anche se parte dal suggerimento di farvi ostinati come le capre e non bervi a gargarozzo tutto quanto vi si dice di default, il racconto Capretti Caproni scritto da Olalla Gonzàlez e Federico Fernàndez per Kalandraka è davvero una squisitezza. Tanto quanto questa casa editrice che ha scelto bene di scriver su ogni suo prodotto “Libri per sognare” anche se dovrebbe aggiungere anche “per ridere e creare, travestirsi” e chi più ne ha più ne metta. Ma genuinamente. Prendendo ovatta, carta e un o po’ di scotch per mascherarsi da capra capretto caprone piccolo, capra capretto caprone mezzano e capra capretto caprone grande.

Io l’ho fatto con i miei due figli: perfetto. Ci siamo messi la barbetta, fatti le corna e giù a sbellicarsi di risate per attraversare un ponte, dominato da un orco ovviamente terribile. Così cattivo che vegliava giorno e notte e non lasciava attraversare il ponte a nessuno. Finché patin patin patin il capretto caprone piccolo, volendo varcare il ponte per brucar l’erbetta, gli propose di mangiarsi il mezzano: e passò. Patan patan patan il capretto caprone mezzano, volendo varcare il ponte per brucar l’erbetta, gli propose di mangiarsi il grande: e passò. Paton paton paton il capretto caprone grande, volendo varcare il ponte per brucar l’erbetta, abbassò la testa, sbuffò e lo caricò con tutte le sue forze facendo volare come un pallone gonfiato in aria. Detto fatto, i tre mangiarono talmente tanta erba che diventarono tutti enormi.

Se vi sfizia l’idea di passar dalle capre a Il pulcinetto del boschetto, allora c’è il libro scritto da Antonio Rubio e Gabriel Pacheco. Un racconto tradizionale che narra la storia di un pulcinetto che con la sua gallinella stava mangiando nel boschetto, quando una nocciola gli andò di traverso e stava quasi per soffocarlo. Allora la gallinella corse dalla padrona che non aveva le scarpe per scender dal letto. Allora la gallinella corse dal ciabattino che non aveva il cuoio per farle. Allora la gallinella corse dalla capra che non aveva erba per far il cuoio. Allora la gallinella corse dal prato ma era secco: doveva chieder l’acqua alla nuvola. Allora la gallinella volò dalla nuvola
e la nuvola dette l’acqua al prato,
e il prato l’erba alla capra,
e la capra il cuoio al ciabattino,
e il ciabattino le scarpe alla padrona,
e la padrona corse nel boschetto
e tolse la nocciola al pulcinetto

Finale lieto come è gaia la conclusione con strane mascotte che anima un albo d’autore come Amelia vuole un cane di Tim Bowley e André Neves. E il pensiero di Amelia invade la casa di famiglia, tra il desiderio di un cane e il divieto del padre perché i cani abbaiano e richiedono molte cure. Tra il desiderio di un’aquila e il divieto del padre perché “le aquile vivono sulle montagne e hanno bisogno di molto spazio per volare” tant’é che sarebbe triste chiusa in casa. E il desiderio di un cavallo, o un elefante, una balena, un canguro o un ippopotamo. Ma si sa, la miglior strategia per ottenere ciò che si vuole è chiedere quello che risulta impossibile, al punto che Amelia sfinisce il padre che le regalerà qualcosa…

E che dire di “Beppe”? È la storia, scritta da Paula Carballeira e Blanca Barrio, si un simpatico topolino che si chiama Beppe, deciso a partire per la Luna perché gli hanno detto che è fatta di formaggio. Solo che, appena arrivato su, si accorge che pur non essendo fatta di formaggio, la Luna è comunque molto tenera perché in fase calante cominciò a dondolare. E per far sentire meno triste Beppe, che ripensando al mondo lasciato sentiva pure gli mancavano i gatti, cominciò a cantar canzoni che solo lei conosce. Quelle che parlano di stelle e pianeti, finché Beppe si addormentò abbracciato alla Luna e sorrise. Disponibile anche in portoghese e in spagnolo (come tutti i titoli della casa editrice fiorentina Kalandraka), è tra i libri per sognare: tutti a 14 euro e di un formato uguale, quadrato, per incorniciar meglio i vostri momenti d’affetto. Ideale se volete trasformare alcuni momenti in bomboniere d’autore, la kalandraka vi offre fiabe da mille e una note di colore!
 
 
 
 
 
 
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