È stata la vittoria del popolo americano, una nazione che non è mai stata la somma di tanti individui, ma una cosa sola: giovani e adulti, ricchi e poveri, bianchi, neri, asiatici, sudamericani, nativi, repubblicani e democratici, disabili e non disabili, omosessuali ed eterosessuali. Non ci sono Stati Rossi e Stati blu, ma solo gli Stati Uniti d’America. Questa la prima dichiarazione di Barack Obama, appena diventato Presidente degli Usa.
È stata una vittoria schiacciante, decisa, chiara fin da subito. Forse da ancora prima che aprissero le urne. Pochi ormai ricordano l’estenuante e durissima lotta tra Obama e Hilary Clinton nelle primarie del Partito Democratico, per eleggere il candidato alle presidenziali. Lì si è compresa la potenza del neo-Presidente: come innovatore, come rappresentante di classi quasi mai rappresentate, come proposta giovane, come leader. E ora, per la prima volta dal 1992, i democratici hanno la maggioranza sia al Senato che alla Camera e, ovviamente, hanno la Casa Bianca. Altro dato inequivocabile: oltre il 64% degli americani è andato a votare. In un paese spesso preso a modello per affluenze minime, a volte inferiori alla metà degli aventi diritto, è un segnale forte.
Che si cambiasse strada era chiaro anche guardando il candidato Repubblicano, John Mc Cain. Un reduce del Vietnam che però non ha mai gradito fare comunella con i fondamentalisti liberisti e religiosi (Teocon) come invece aveva fatto Bush, e che era ben visto anche da tanti democratici. Non è un caso se George Dabliu è stato praticamente invisibile negli ultimi tempi. Un brutto sponsor persino per i suoi.
Ha ragione Enrico Moizo, che ci ha mandato un suo commento ad urne già aperte. Chi sostituirà George W Bush, scriveva, erediterà innanzitutto una brutta gatta da pelare. Crisi economica e politica, un periodo nero per l’immagine dell’America, scontento generale. Tutto vero.
Ora la domanda è: cambierà sul serio qualcosa? E se sì cosa? E se no perché? La crisi con cui Obama inizia il suo mandato è sicuramente un handicap non da poco. Può essere anche una chance per trasformare seriamente un paese in declino? Come dire, peggio di così non si può andare, si può solo risalire.
Commento 1
Se solo smettessimo di pensare che la guerra è la soluzione di tutti oi mali !
Se solo smettessimo di pensare che l'iquinamento del pianeta è un sogno di bambino piuttosto che un incubo comunista!
Se solo smettessimo di pensare che 40 milioni di poveri in USA siano un male tanto necessario quanto inevitabile!
Se solo provassimo a cambiare questo modo di pensare, vivere ed agire saremmo già su una strada diversa, probabilmente sulla giusta strada !!!
Cordialità
Lucio Gallina
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