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Tempo libero
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 © foto: Ottorino Tosti - due bambini inuit
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Groenlandia: il momento dell'addio |
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| Mancano poche ore alla partenza da Tinitequilaaq. La cittadina è deserta. Poi spunta un gruppo di bimbi inuit. Il loro saluto ai viaggiatori |
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Continua l'avventura in Groenlandia su mentelocale.it.
Ottorino Tosti, membro della spedizione Saxum 2008, ci racconterà tutti i sabati ciò che ha visto nel corso di questo viaggio estremo. Questo è il suo diario di bordo.
Saxum 2008 è l'unica spedizione italiana in Groenlandia nell'ambito delle iniziative dell'Anno Internazionale Polare 2007-2008. Ha ricevuto la Medaglia d'Argento della Presidenza della Repubblica. Tra i promotori il Progetto Carta dei Popoli Artici e l'associazione Ex-Plora Nunaat International.
Una importante sezione della spedizione è stata curata dall'Associazione Perigeo Onlus con il progetto Un Inuit per Amico, che ha coinvolto i bambini Inuit dei villaggi visitati in uno scambio di disegni con coetanei di diverse parti del mondo - Nency della Penisola di Jamal in Russia, Oromo e Surma dell'Etiopia e bambini di diverse regioni italiane - in un'ottica di incontro tra realtà, valori, culture e tradizioni profondamente differenti. |
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6 luglio 2008
Seduto su di uno sperone roccioso a picco sul mare, guardo assorto passare le ultime ore che mi separano dal distacco da questo silenzioso mondo di pietre e ghiacci. Sono appena le nove di sera, è ancora presto perché il sole vada a nascondersi per pochi, brevissimi momenti dietro la corona di montagne che in fondo al Sermilik, come fantasmi annichiliti dal freddo, formano una barriera invalicabile verso il mondo dei ghiacci.
Le casette di legno, immerse nella sottile nebbia che sta salendo dal mare, sono l'unica forma di vita reale in questo ambiente freddo e desolato. Nessuno cammina per le strade di Tinitequilaaq questa notte. Dal mare inizia a salire una nebbia fitta, sottile. Una bimba inuit, piccina, sbuca silenziosa da dietro una casa, e viene a sedersi accanto a me. Altri bimbi sbucano velocemente dal nulla. Non parlano. In silenzio, immobili, stanno a guardare con me gli ultimi lampi di luce nel cielo.
È il loro modo di salutarmi. È un istante che resterà per sempre. Poi, una bimba si mette a cantare, con una voce dolcissima, una canzone con parole a me sconosciute. Non so che voglia dire, ma so che mi sta parlando del suo mondo e sta cercando di dirmi che, se porterò con me il ricordo di quella voce e di quell'ambiente primitivo, un giorno tornerò a Tinitequilaaq.
Leggi anche: - Vi raccontiamo la Groenlandia - Il sole a mezzanotte - I ghiacciai senza nome - Viaggio alla fine del mondo - Alla scoperta degli abissi - Nella base di Ikatek - Il villaggio dei cani Alfa - Incontro con i bimbi Inuit
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 © foto: Ottorino Tosti - le casette di Tinitequilaaq
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| L'occasione della settimana |
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