«Pensi che il mondo di oggi sia così pieno di stupidi?».
Aldina mi guarda perplessa mentre sullo schermo scorrono i titoli. Valuto la coda che ci precede nell’uscita della sala. La gente si è accalcata nel corridoio e sicuramente dovremmo aspettare dieci minuti buoni prima di alzarci.
«Dicevi Aldina...?». Ritolgo il giubbotto e mi appoggio allo schienale.
Mia moglie Aldina guarda severa la fila e poi con espressione più compassionevole guarda me.
«Parlavo del film. Dicevo: pensi che ci siano così tanti stupidini, in giro?».
«Ah!». Fisso lo schermo mentre dietro di noi le maschere creano il caos indicando le uscite.
«Probabilmente il mondo è sempre stato ben popolato da idioti: magari un tempo erano meno. O forse c’era più varietà di stupidi».
«Tassonomia dello stupido?», sorride.
«C’era meno televisione, i programmi non erano tutti uguali: la stessa solfa in tutto il mondo».
«Hai qualche altro luogo comune?», mi guarda sopra le lenti. Mi appresto ad infilarne un altro paio ma Aldina si alza intrufolandosi nella ressa.
«Clooney, Pitt, Malkovich: niente male come idioti, non credi Aldina?», riprendo il filo del discorso accodandomi al trenino che ci porterà fuori.
«Se è invidia: tranquillo», mi sussurra da sopra la spalla, «Comunque, sicuramente attori che in genere interpretano personaggi drammatici, quando fanno tipi diversi sembrano ancora più bravi: Clooney lo sciupa femmine che fa il sessuomane, Pitt ingenuo palestrato e Malkovich, di solito freddo e spietato, qui è ridotto ad un depresso cronico! Praticamente un capolavoro».
«Nouvelle cuisine, Aldina!» - spingo per trovare spazio - «metti gli ingredienti sballati e fai un gran piatto».
«Se però non li amalgami bene, sono solo ingredienti sballati tenuti assieme dal piatto». Vedo i riccioli sobbalzare mentre ride.
«Di un po’ Aldina: t'è piaciuta l’idea dell’inquadratura che si avvicina dall’alto all’inizio del film e poi alla fine si allontana? Dà un po’ l’idea della quotidiana banalità?».
«Come fosse Dio che ci osserva?», gira la testa interrogandomi.
«Dio... beh, qualcuno che osserva come vanno le cose... Forse l’idea di quell’inquadratura non è nuovissima, però rende, no?».
«Sì, l’inquadratura che scende e sale credo di averla già vista, però l’idea di un Dio che osserva…”. Finalmente l’aria fresca dell’uscita ci investe e ci affianchiamo.
«Un Dio che osserva la sua succursale...”. Occhieggio i tavoli della “Antica Trattoria” e guardo Aldina speranzoso.
«La CIA come succursale di Dio? Ancora luoghi comuni, caro? Tipo “antica complotteria”? O altre amenità? Non pensare di finire davanti ad un piatto di bucatini», il che chiude la porta alle mie speranze.
«Ho altri svariati luoghi comuni Aldina... Ma nel complesso il film ti è piaciuto?» (mi rassegno a finire la serata in un ristorante stellato preso dalla guida che Aldina sta già sfogliando).
«Mah! Alcune cose non le tanto capite. Per esempio: come fa il cd a finire negli spogliatoi della palestra? Comunque credo che sia un bel film». Scorre le pagine fermandosi sull’indirizzo che cercava. «Allora, ho trovato: nouvelle cuisine. Proprio qui a due passi. Lo indicano come “ristorante dal menù interessante"...».
«Sicuramente sarà un bel ristorante Aldina».