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Spettacoli
Mimmo Calopresti e Valeria Golino sul set del film 'La fabbrica dei tedeschi'
Mimmo Calopresti e Valeria Golino sul set del film 'La fabbrica dei tedeschi'
 

 
In sala il nuovo film-documentario del regista. 'La fabbrica dei tedeschi' racconta la tragedia della ThyssenKrupp. La nostra intervista
 

 
   

     
26 settembre 2008
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mentelocale di
Francesca
Baroncelli
   
 
I ribelli
Attraverso l'uso di materiale di repertorio e il racconto di politici ed esponenti sindacali, I ribelli racconta i fatti del giugno-luglio 1960 verificatisi durante il governo monocolore democristiano formato da Tambroni con i voti decisivi del Msi. Gli scioperi e le proteste dei partiti politici e della Cgil, la reazione di migliaia di manifestanti, l'irruzione dei giovani sulla scena politica, il dilagarsi delle sommosse in tutto il Paese, a partire dalla città medaglia d'oro della Resistenza. Le vicende storiche si intersecano con le grandi trasformazioni culturali che hanno caratterizzato tutto il decennio e che sono raccontate da un gruppo rappresentativo dell'entourage culturale del tempo, da Paolo Pietrangeli a Giuliano Montaldo, proponendo così uno sguardo a 360° sui moti che hanno rappresentato la prima protesta dell'Italia moderna.
[da genovapost.it]

La vita di un operaio è fatta di sacrificio e fatica. Ma anche di legami familiari e d’amore. Tante facce, mille storie da raccontare. E poi ci sono le tragedie che distruggono tutto. Come quella della ThyssenKrupp di Torino, che la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 ha spazzato via i sogni di sette operai. In fabbrica è scoppiato un incendio, ma gli estintori non funzionavano: un incidente che si poteva evitare se fossero stati effettuati i controlli e la manutenzione regolari.
Nel documentario La fabbrica dei tedeschi, Mimmo Calopresti ha voluto raccontare «un avvenimento tragico che ha sconvolto l’Italia, ma anche il mondo dei giovani operai: un universo poco conosciuto ma dalle mille sfaccettature. Io, che da bambino ho seguito mio padre dalla Calabria a Torino, conosco bene la vita in fabbrica. Il cinema se ne occupa troppo poco».

Calopresti si è concentrato sulla vita degli operai e delle loro famiglie prima della tragedia. Per questo è andato a conoscere di persona i parenti delle vittime: «mi hanno invitato a casa, nei luoghi che gli operai deceduti frequentavano di soliti, e ovviamente in fabbrica. Il loro è un dolore profondo. Fare in modo che la gente non dimentichi ciò che è accaduto è diventata una missione».
Come nel documentario Volevo solo vivere, che affronta il tema dell’Olocausto, l’urgenza della memoria torna anche in quest’ultimo lavoro del regista calabrese: «purtroppo, però, il caso della ThyssenKrupp fa ancora parte dell’attualità. Le tragedie sul luogo di lavoro sono cronaca di tutti i giorni».

Il ruolo dei familiari delle vittime, che raccontano alla telecamera la loro storia, è interpretato da attori come Valeria Golino, Monica Guerritore, Luca Lionello, Silvio Orlando, Rosalia Porcaro, Vincenzo Russo, Giuseppe Zeno: «li ho scelti semplicemente perché sono attori che mi piacciono. E poi amo mischiare il mondo reale con quello cinematografico».
Cosa c’è nel futuro di Mimmo Calopresti? «Un’opera che sto preparando per il teatro di Reggio Calabria. E poi sto scrivendo la sceneggiatura di un nuovo film. Protagonisti saranno due ragazzi napoletani».

 
 
 
 
 
 
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