9.IV.2001
Cosa vuol dire essere maschio oggi? O meglio,
macho (se ancora il
macho esiste).
È la riflessione che ha spinto
Cesare Viel e
Luca Vitone, due giovani artisti genovesi (sono entrambi del 1964), ad allestire
VIM (acronimo di
very italian macho), un progetto a quattro mani sulla questione dell�identità maschile. Dal 12 aprile al 19 maggio, le opere saranno esposte alla Galleria Emi Fontana di Milano (tel. 02/58322237).
�La domanda è destinata a rimanere senza risposta. Almeno, noi non abbiamo voluto fornirne alcuna: lasciamo aperta la questione�, mi spiega
Luca Vitone.
�Ci siamo posti in maniera piuttosto critica, e autocritica� - aggiunge
Cesare Viel - �mettendoci in gioco personalmente e abbiamo cercato di toccare i punti nevralgici della questione�.
Quindi la figura paterna (
Nel nome del padre, un elenco di nomi di personaggi famosi, di varie estrazioni, mixati senza alcun criterio se non quello dell�inculturazione pop e del bombardamento indiscriminato di notizie e immagini al quale siamo sottoposti, nel quale trovano posto anche i padri degli artisti) e quella materna (
Mia madre sono io, dove gli artisti compaiono in un ironico braccio di ferro con le rispettive madri).
Ma anche il culto del fisico (le pose del body building e un filmato nel quale gli artisti giocano a calcio: �Siamo entrambi negati, ma non poteva mancare lo sport per raccontare il maschio latino�, mette le mani avanti Cesare) e la sessualità.
Una sessualità vissuta in maniera spesso distorta. Una delle opere,
Vim adventure, è una foto del detersivo
Vim alla quale viene sovrimpresso il testo di una freddura. Ne emerge un maschio (il Vim, che è detersivo ma anche �very italian macho�) che prova maggior piacere a raccontare le proprie performance sessuali piuttosto che a fare del sesso.
�La scelta del Vim è un�altra influenza pop, un�icona. Ma il pop non è più inteso come modo per portare l�arte fuori dagli spazi espositivi, ma un modo per descrivere e mettere in scena noi stessi. Ormai siamo tutti attraversati dal pop e ne siamo coscienti�, dice Cesare Viel.
Come vi è venuta in mente l�idea di un lavoro a quattro mani sul tema dell�identità maschile?�È successo un paio di anni fa, in un momento di relax, d�estate. Vedevamo tanti uomini muoversi attorno a noi e ci è venuta in mente l�idea�, racconta Luca.
�È stato molto divertente lavorare assieme. Io lavoro molto all�analisi della soggettività, mentre Luca è più interessato alla spersonalizzazione dei luoghi. Il risultato è stato un terzo ulteriore livello: le nostre individualità, invece di annullarsi, si sono sommate�.
Come giudicate la scena artistica genovese?�Io lavoro a Milano, perché a Genova non c�è niente per chi si occupi di arte contemporanea. L�unico artista che lavori seriamente in città è Cesare, non ne conosco altri�, taglia corto Luca Vitone.
�Effettivamente", è Viel a parlare, "Genova non offre niente. Io vivo e lavoro qui, ma i contatti che contano li ho fuori�.
Se vuoi saperne di più su Viel vai a
Cesare Viel, un soggetto plurale
Se invece vuoi leggere qualcosa su Vitone vai a
Luca Vitone, un artista visivo