Capita che un paio di settimane fa fossi a Roma per lavoro.
Capita che in quei giorni ci fosse l'anteprima stampa di Hulk.
A Roma, per le anteprime stampa, funziona così: in qualche modo dovete entrare nella mailing list degli uffici stampa delle case di distribuzione (Fox, Warner, 01, Lucky Red ecc. ecc.): loro vi mandano gli inviti e poi voi dovete confermarli. Tutto per via informatica.
La domanda è: come entro nella mailing list?
Ebbene, è sorprendentemente facile. Compratevi un dominio web qualsiasi, ma con la desinenza "cine" nel nome (tipo www.cinecavoliamerenda.it). Andate a un'anteprima a caso - meglio se non troppo ambita, un film indiano è perfetto - con piglio convinto, e stupitevi molto di non essere già in lista. Alle addette stampa non importa nulla di quanta gente c'è alla proiezione, anzi, devono riempire la sala: vi faranno entrare e si segneranno la vostra mail e il vostro dominio. Che siate un mitomane o un premio Pulitzer per loro fa lo stesso. Il gioco è fatto.
Voi quindi capite che ad un'anteprima romana si trova un po' di tutto: per lo più trentenni atteggiati, con buffe t-shirt, che scrivono per www.cinestracciatellaepistacchio.it.
Vivendo io a Genova - e nonostante sia un trentenne atteggiato con buffe t-shirt - nella maggior parte delle mailing list per le anteprime romane non sono inserito.
Ed è per questo che nel caso in questione mi sono recato con piglio convinto da un addetta stampa della Universal, stupendomi davvero tantissimo di non essere stato avvisato dell'anteprima di Hulk. Come supponevo, mi ha fatto entrare.
La sala era stipata di trentenni con buffe t-shirt.
A Roma la gente che va alle anteprime non ha una gran cultura cinematografica. Sono persone per cui il cinema è una specie di vetrina sociale: si limitano a vedere quel che esce nei multisala, ma se tanto tanto sconfini dal seminato non hanno idea di che parli. Questo naturalmente gonfia il mio ego rendendomi ancora più snob.
Vedo due che discutono dell'Halloween di Rob Zombie come di una primizia semisconosciuta e sorrido sarcastico pensando «che selvaggi!». Incrocio lo sguardo di una fanciulla che sta prendendo posto e la fulmino con un espressione del tipo: «sarebbe meglio se fossimo solo io e te baby, no?». Insomma: sembro un deficiente.
Poi mi cerco un posto verso metà sala, senza nessuno accanto, in modo da non dovermi impegnare nella nota "gomitomachia", il sanguinario scontro tra avambracci per il dominio territoriale del bracciolo. Mi placo, guardo il film.
Hulk è passabile.
Molta azione, molti buoni attori, pochi dialoghi, un sonoro che spacca i timpani, sense of humor azzerato, storia scema, melodramma latente (a tratti sembra quasi King Kong o La bella e la bestia).
Comunque mi diverto. Credo dipenda più dal fatto che sono a Roma, circondato da Roma e da molti buffi trentenni atteggiati, che non dal film.
Spero di tornarci presto.