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Tempo libero
Gio e Anna in Perù
© foto: Giorgio Boratto
 

In viaggio verso Cusco

 
Giorgio e sua moglie Anna sulle tracce della Taiwan peruviana e della Cappella Sistina del Sudamerica. Sulle note di 'El condor pasa'
 
   

     
10 giugno 2008
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di Giorgio Boratto
   
 
Guarda i video di Giorgio Boratto relativi alla puntata precendente: Perù: col lama all'internet point


Per arrivare a Cusco da Puno esiste anche una storica ferrovia, purtroppo i treni che la percorrono sono molto cari e non eseguono corse giornaliere, ma solo due o tre volte la settimana. Per questo io e Anna prendiamo un bus turistico che si fermerà lungo il percorso, permettendoci di visitare dei luoghi interessanti e curiosi. Il viaggio per coprire i 390 Km che separano le due città, durerà tutta la giornata e prevede anche una sosta per l'almuerzo, il pranzo. I luoghi che visiteremo sono diversi. La prima città che incontriamo, dopo Puno, è Juliaca, la Taiwan peruviana. In questa caotica città ci sono molte importanti industrie tessili, metallurgiche e alimentari. Qui si fanno le imitazioni dei Rolex e di altre marche importanti di orologi; qui si costruiscono i tricicli motorizzati che diventeranno i taxi di tutta questa zona. A guardarla dal finestrino del bus, Juliaca appare davvero come una città cinese: cantieri, polvere, case costruite a metà, mercati improvvisati, motocarrozzelle che scorrazzano senza regole. Un autentico caos.

La prima fermata è al museo litico di Pucarà. Vicino a un santuario della Virgen del Carmen, sorge un piccolo e interessante museo: statue antropomorfiche e ceramiche testimoniano come antichissime civiltà vivevano in Perù: gli Inca sono solo un piccolo segmento della storia millenaria del Perù. Pochi chilometri ed eccoci a La Raya, il confine tra le province di Puno e Cusco segna il punto più alto del viaggio con i suoi 4319 metri sul livello del mare e insieme delimita due grandi scenari: quello dell'altipiano andino con le montagne innevate e le grandi distese desertiche e quello della selva con le valli che scendono al Cusco: la regione verde.
Le tre tappe che faremo in seguito sono in ordine: Raqchi, Andahuaylillas e Pisaq.
Raqchi è il primo sito archeologico Inca importante che vediamo. Imponente è il resto del Tempio a Wiracocha. In questo luogo io ed Anna, iniziamo a conoscere in modo più approfondito il sistema di costruzione degli insediamenti Inca.

Questi luoghi sono divisi in settori: la parte riservata alle funzioni religiose, quella per le scorte alimentari, quella per l'agricoltura e la zona abitativa; ogni luogo distinto è pensato in maniera funzionale e strategica. Da quello che rimane dell'antico insediamento si comprende l'intelligenza organizzativa. Gli Inca non uccidevano o schiavizzavano i popoli conquistati, ma si limitavano a dare loro una religione che collimava molto con quella esistente nei vari territori e poi a programmare le risorse alimentari regolando la vita comunitaria. Non va dimenticata la cultura astronomica e agricola degli Inca che consentiva di prevedere semine e raccolte, insieme a siccità e piogge.

Una ristoratrice, nella sosta per l'almuerzo, è accompagnata da un gruppo musicale: non manca nel repertorio el condor pasa, sembra l'inno ufficiale del Perù. Il buffet viene subito preso d'assalto e una sopa (zuppa) con una trucha (trota) accompagnata dall'immancabile arroz, (riso) soddisferà l'appetito mio e di Anna.
Andahuaylillas è un piccolo villaggio famoso per la sua chiesa, dedicata a San Pietro e Paolo, decorata con ricami, altari intagliati, pitture murali e quadri vari è stata definita, un po' avventatamente, la Cappella Sistina del Sudamerica. Qui è chiaro il potere delle immagini nel processo di evangelizzazione del Sudamerica. Le decorazioni ricche di simboli dovevano insegnare agli indios la nuova religione.
A Pisaq la fermata sarà breve. Il tempo per una bibita e la visita al mercato. Anna acquisterà un regalo per nostra figlia Chiara. Cusco ci attende.
Arrivati a Cusco presso il terminal della compagnia del bus in Avenida del sol, non ci resta che cercare un taxi per farci accompagnare all'albergo.

Con il taxista e un'altra persona salita insieme a noi, che si rivelerà un operatore turistico, scopriremo che l'albergo che avevamo scelto tramite internet e visto sulla mappa, per il soggiorno a Cusco è scomodissimo: non avevamo compreso che è situato su una ripidissima salita in ciottoli dove i taxi non passano. L'operatore turistico insinuatosi nel taxi con noi ci sarà utile per trovare al volo un altro albergo che soddisfi le nostre esigenze: vicino a Plaza de Armas, bagno in camera e costo basso. Fèrmin, questo il nome dell'operatore, ci venderà poi il tour nella Valle Sagrado- la Valle Sacra che circonda Cusco-, la visita al Machu Picchu, con la prenotazione dell'albergo ad Agua Caliente e la guida al sito archeologico. In pochissimo tempo abbiamo concordato i prossimi appuntamenti. Gli ultimi. Ora siamo a Cusco.

 
 
 
 
 
 
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Anna Boratto Perù
© foto: Giorgio Boratto
 
   
 




 

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