Leggendo le vostre risposte al Cine-Quiz che ha accompagnato la newsletter cinema della scorsa settimana, mi è venuto spontaneo pensare: siete davvero bravi, e pure veloci! Ma poi, riflettendoci, ho concluso: e ci credo, in palio c'erano 6 biglietti per la prima rappresentazione italiana del balletto Romeo e Giulietta, interpretato dalla Compagnia Nazionale di Danza Spagnola sulla musica inconfondibile composta da Sergej Prokof'ev. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Carlo Felice di Genova dal 13 al 18 giugno.
Ma chi sono i vincitori del nostro gioco dei fotogrammi misteriosi? Prima dei fatidici nomi ecco qualche dato, giusto per tenervi un po' sulle spine.
Dunque, le risposte esatte erano L'amore non va in vacanza (The holiday), Romeo + Giulietta, La musica nel cuore (August Rush). Avete risposto correttamente in 47. Nessun problema sui primi due titoli, mentre mi siete caduti sull'ultimo e più nuovo August Rush. A Simona era sembrata una scena di Scoop, Erika ha puntato su La perdita dell'innocenza, mentre Fabio ha proposto Il falò delle vanità di De Palma per poi chiederci: Hovvintoquacchecosa? Eh no, caro Fabio: sarà per la prossima volta.
Ed ora spazio ai vincitori. Anzi, alle vincitrici: Sylvie Garrone, Elisa Catalano e Silvia Sartori sono state le più veloci a rispondere e vincono i biglietti di Romeo e Giulietta. Sono proprio felice che a salire sul podio siano tre donne: buon divertimento, ragazze!
A proposito di ragazze. Continua il dibattito su Sex & the City, il film tutto al femminile che, però, non ha soddisfatto tutti. In molti ci hanno scritto e continuano a mandarci le loro impressioni. Oggi vi proponiamo i punti di vista di Erika e di Enrico.
Potete continuare ad inviarci i vostri commenti sul film a francesca.baroncelli@mentelocale.it
...posso dirlo? A me non è dispiaciuto. Non l'ho trovato una infinita serie di luoghi comuni. O meglio, né più né meno di tanta altre commedie e commediole che ci propina il mercato hollywoodiano. Per come l'ho visto io, il film di Sex & the City non è niente di più di quello che voleva essere: quattro amiche, un po' meno sesso, un po' più amore e l'età che avanza.
Luoghi comuni? Forse. Ma d'altronde non è questa la vita?!
Io sono tornata a casa serena. Qualche mia amica, invece, con un pochino di ansia da matrimonio. Ma finisce lì. Nessuna di noi si aspettava il nuovo Colazione da Tiffany...
Grazie e complimenti per tutto!
Buon lavoro
Erika
Ahimé, grave errore quello di voler condensare in un film di due ore tutte le sfumature, l'autoironia e la dolce illusione di un mito assoluto della vanità e del narcisismo femminile, quale fu appunto Sex and The City. In linea teorica ho sempre creduto che voler realizzare la versione cinematografica di un telefilm sia una pretesa sciocca e molto spesso una mera operazione commerciale, così come sarebbe d'altra parte assurdo voler scrivere e produrre il racconto di un romanzo. Film che oltretutto incomincia laddove tutto era finito e avrebbe dovuto rimanere: nell'immaginario di chi ha amato la serie Tv.
Perché diciamocelo, che senso ha fare un film sulla vita di Indiana Jones in pensione? La pellicola nasce infatti già con questo presupposto anomalo, essendo intenzione degli autori quella di riproporre le gag e il taglio naif delle puntate televisive, ma stravolgendo completamente la condizione dei personaggi, condizione da cui le gag stesse nascevano, la condizione di singles. Così, da zittelle che si chiedevano cosa mai fosse l'amore, mentre il sesso forniva sempre buone risposte, le quattro amiche vanno ora all'esasperata ricerca dell'amore eterno e la trama, degna davvero di un romanzo scadente, diventa prevedibilissima, costellata di buoni sentimenti e sterotipi, fornendo una visione talmente sterile e fiabesca dell'Amore che in confronto Tre Metri Sopra il Cielo sembra un film drammatico e ben fatto.
Una durata eccessiva, veramente eccessiva, per la cronaca di un lieto fine annunciato che passa attraverso un'osannazione forzata e quasi volgare del lusso e dell'apparenza. Anche in questo il lungometraggio pecca laddove la serie tv riusciva invece a non appesantire troppo la mano, rendendo le puntate piacevoli, nonostante la palese finzione.
Insomma, sicuramente piacerà a chi ha voglia di sentirsi raccontare una favola, ma il film fallisce in tutto, tradendo il significato originale della serie tv e collocandosi ai livelli di una mediocre commedia sdolcinata americana.
Enrico Moizo