mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Spettacoli

Papā, Indiana Jones č orrendo!

 
Due generazioni a confronto. Spielberg sbanca i botteghini e porta in sala genitori e figli. Il critico si confronta con il padre
 
eventi
Leggi le altre puntate de 'Il critico e lo spettatore' su mentelocale.it

 
top 10

 
   

     
26 maggio 2008
Stampa Invia amico
 
mentelocale di
Giorgio
Viaro
   
Indiana Jones
Indiana Jones

Una cosa che bisogna premettere è che mio padre, generalmente, non va al cinema.
L'ultima volta l'aveva fatto per il terzo episodio di Guerre Stellari, La Vendetta dei Sith. Era il 2005.
C'è tornato sabato sera per vedere Indiana Jones. Il che già di per sé è una notizia. Non a livello platario, certo. Più che altro a livello del salotto di casa dei miei.
Io il film l'avevo visto venerdì scorso e gli avevo anticipato che non mi era piaciuto per niente. Ieri sera, alle 22 circa (il che costituisce una seconda notizia, sempre da salotto: di solito mio padre a quell'ora dorme), mentre io attendevo di ordinare una pizza, ha sentito la necessità di telefonarmi per fare il punto sulla mia lampante inadeguatezza non dico a svolgere il mestiere di critico, ma anche a parlare di cinema in un pub di fronte a birra e salsicce.
Mi sono reso conto in corso di conversazione, secondo una di quelle epifanie che mi colgono sovente durante discussioni di questo tipo, che stavamo pressoché dettandoci al telefono un episodio de Il critico e lo spettatore, non fosse che mio padre, medico chirurgo, non rappresentava il profilo dello spettatore che avevo sempre immaginato.
Più o meno la cosa è andata così.

PAPA' DEL CRITICO - Indiana Jones è un capolavoro.

CRITICO - Indiana Jones è orrendo. Ma mi fa piacere tu abbia passato una serata piacevole.

(il critico e il padre del critico mettono le carte in tavola; il critico tenta anche di mostrarsi amabile e costruttivo)

PDC - Dici che Indiana Jones è orrendo e poi magari ti piacciono quelle stupidaggini tipo Gomorra o Il divo...

C - Gomorra è bellissimo.

PDC - Tanto vale guardarsi il telegiornale.

(il padre del critico tenta di minare l'intera mappa delle convinzioni intellettuali del figlio suggerendone astutamente una certa prevenzione positiva verso certo genere di prodotti politicizzati)

PDC - La cosa più bella di Indiana Jones è che oltre all'avventura, allo spettacolo e a tantissimi omaggi ai primi tre film della saga, tutto quello che accade è perfettamente documentato. La storia dei teschi è vera. I misteri legati alla civiltà Maya. I giganteschi segni sul suolo di Nazca. Ho un libro di un famoso archeologo che sostiene... (qui il padre del critico si lancia in una lunga dissertazione sulle sue letture in materia di archeologia ufologica che, nella visione del padre del critico, dovrebbero avallare senza possibilità di incomprensione la qualità di scrittura del film in oggetto; il critico si rende conto di non riscontrare alcun legame tra la propria opinione in merito al film e le varie correnti legate all'archeologia ufologica, quindi, dopo alcuni secondi, inizia a pensare a quale pizza ordinare per cena)... È tutto documentato!

C - La maggior parte degli archeologi sostiene che quella dei teschi di cristallo sia una delle più grandi bufale della storia dell'archeologia (il critico si basa in realtà su un trafiletto nascosto in un angolo del Corriere della Sera del mercoledì precedente: l'uso della locuzione "la maggior parte" potrebbe dunque apparire un tantino azzardata; d'altra parte è probabile che il padre del critico sostenga il suo affondo polemico sull'osservazione della sola copertina di un vecchio tomo polveroso della biblioteca dei bisnonni). E comunque non baso il mio giudizio su un film di Indiana Jones sulla credibilità delle tesi scientifiche da cui prende spunto.

PDC - E su cosa lo basi allora?!

C - (il critico, leggermente preso in contropiede, e sottolineo leggermente, aggira la domanda) Questo Indiana Jones è un film senza alcun rigore (al critico piace la parola "rigore", usarla lo fa sentire saggio). Spielberg e Lucas hanno confuso l'autoironia del personaggio con la farsa: giovani biker, vecchi piscioni, russe col frustino e l'abito di pelle che sembrano uscite dal festino sadomaso di Mosley. Ma che è? E quel pirla di Shia Le Boeuf che prima vola tra le liane e poi combatte in bilico tra due camion prendendosi gli arbusti sulle palle? Ma che è?? Ma che gag sono??? Potevano chiamarlo Natale in Perù visto che c'erano e usare Boldi invece di Ford!

PDC - Non ci siamo. Non ci siamo proprio. (il padre del critico qui si rende conto, con un certo sgomento, che il caso è davvero disperato e già si immagina il figlio, che per qualche insondabile capriccio delle sue sinapsi si è convinto di potersi guadagnare da vivere scrivendo di cinema, a mendicare un mozzicone di pane secco e sporco ai bordi di Via XX Settembre, insieme a un cane pulcioso e denutrito)

C - E poi dai... sto teschio gigante che si portano in giro fa un ridere irresistibile...

PDC - Ma scusa. I critici dei giornali che leggo io, quelli di Libero e Il Giornale, ne parlano bene. I miei amici ne parlano bene. Come fai a dire che è brutto? Allora si può dire qualsiasi cosa di qualsiasi film. Allora sono solo opinioni!

C - (il critico si rende conto che il padre del critico ha appena realizzato che la critica cinematografica non è una scienza esatta, tipo la chimica industriale o la fisica dei quanti; vedendola sotto questo punto di vista, tuttavia, il critico stesso, che pur dedicandosi alla scrittura con passione e un certo talento è pur sempre laureato in ingeneria elettronica, si rende conto di vergognarsi un po', e inizia a domandarsi se non finirà presto a mendicare un tozzo di pane secco e sporco ai margini di via XX settembre in compagnia di un cane magro e triste). Ecco. E io invece l'ho trovato orrendo. E tutti i miei amici giornalisti l'hanno trovato orrendo, che ti devo dire (qui il critico fa chiaramente di tutta l'erba un fascio avendo in realtà riscontrato opinioni negative fino a quel momento solo in un caro amico, nella di lui fidanzata, in alcuni frequntatori del forum della rivista per cui scrive e in un critico di un quotidiano gratuito che legge sovente). Esistono correnti di pensiero differenti, è ovvio. Non pretendo di avere la verità in tasca. A me sembra una rimpatriata tra vecchi amici che hanno perso la bussola. Non c'è alcun rispetto del personaggio. Non c'è serietà nel raccontare. E quindi le parentesi comiche sono senza forza. Non è divertente: è una buffonata!

PDC - ahhhhhhh

C - pffffffffffffffff

PDC - nonono non ci siamo

C - si vabbèèèèèèèèè

(la conversazione cede leggermente sul versante contenuti)

CAMERIERE - cosa prende?

C - Papà, sono arrivati a prendere l'ordinazione, puoi aspettare un attimo?

PDC - Mannò mannò è lo stesso, ne parliamo un'altra volta.

C - Ok, ciao allora.

PDC - Ciao.

C - Comunque sono contento che ti sia piaciuto. (qui il critico, gliene sia dato atto, è assolutamente onesto)

PDC - Sì sì ciao. (qui il padre del critico ha in sostanza solo voglia di andare a dormire)

Ecco. Più o meno questo è quello che ci siamo detti. Mio padre ama i film disimpegnati. Io non amo un tipo di cinema in particolare, ma amo che ci sia un certo grado di rigore (eddai con 'sta parola) anche nei film disimpegnati. Forse questo ha a che fare col fatto che mio padre legge molti quotidiani e guarda molti TG, e io no. Non compro quotidiani e non ho l'antenna TV. Cerco le informazioni che mi servono nel cinema e nella letteratura. Forse vedere un film come Gomorra, enumerarne i pregi, invitare la gente ad andarlo a vedere mi fa sentire un buon cittadino. Non so se tutto questo abbia un senso. Chi può dirlo.

Parlare con mio padre non mi fa bene.

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




 

Oggi in home page
  Jobs: «disonesto, tirchio e drogato»  
  World Press, ecco la foto dell'anno  
  La polizia secondo Le Besco  
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo  
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo
Genova, Teatro Cargo al Teatro di Villa Galliera
domenica 19 febbraio 2012
9,00 €
 
mentelocale
 
Titus - Studio sulle radici
Milano, Sala La Cavallerizza
10 feb. - 19 feb.
da 13,00€
mentelocale
mentelocale
Valigie
Genova, Sala Diana - Teatro Garage
18 feb. - 19 feb.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie etā
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
Elio e le storie tese
Genova, Teatro Carlo Felice
13 mar. - 13 mar.
da 28,50€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright Š Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License