Critico - Lei?
Spettatore - Io?
C - Sì lei. Lei che non ha vezzi da intellettuale. Che mal sopporta snobismi e mossette da maître à penser. Insomma, lei, con tutta la sua bonaria insipienza.
S - Io. Madre pancetta? Che significa?
C - Mi spieghi. Perchè la gente sta trascurando questo In bruges? Eravamo 4 in sala.
S - Non so. Beh. Per esempio. Io non sapevo manco che esisteva.
C - Good point, come dicono gli americani. Scarsi investimenti promozionali. Però, sù, qualche poster in giro s'è visto.
S - Che le devo dire, se qualcosa ho visto me lo sono scordato. E poi è quasi estate...
C - Superhero, l'ennesima parodia dei blockbuster hollywodiani, ha fatto un incasso dieci volte maggiore. Dieci volte!
S - HAHA! Superhero è divertente, c'è quello di... come si chiama... Leslie Wilson... quello de La pallottola spuntata.
C - Nielsen. Leslie Nielsen.
S - Quello, HAHA.
C - "HAHA" che? L'ha visto per caso? Ora va al cinema senza avvertirmi?
S - Ah... ma come? Chè, devo sempre avvertirla ora?
C - L'ha visto o no?
S - No.
C - Quindi "HAHA" che? Non si rende conto che lei è schiavo di processi mentali nebulosi e derivativi? Non si rende conto che lei non è in grado di sviluppare un atteggiamento critico verso le offerte commericiali che le vengono fatte?
S - Uffa. Lei mi stanca. Vede complotti dappertutto. Ma non si stufa mai?
C - Cosa pensa di In Bruges? Me lo dica.
S - Bah, carino, un po' strano, e..
C - MA COSA DICE!!!!??? COSA DICE!
S - OOOOH! E si calmi!
C - Senta, per favore, dica quello che vuole, ma NON dica più "strano" con quell'aria da cane bastonato. Lei identifica come "strana" qualsiasi, e sottolineo qualsiasi, variazione, anche minima, sulle più elementari strutture narrative e visive. "Strano" non è un difetto. "Strano" è un'alternativa. Una possibilità.
S - E vabè. Comunque è strano.
C - Lo è. Forse lo è. E' una commedia noir che sbanda continuamente tra dialoghi postmoderni - à la Tarantino - malinconie europee, parentesi surreali. Sconcerta addirittura con quelle improvvise istantanee splatter. E' spiazzante, vivo e piacevole.
S - Lei vede un sacco di cose che io non vedo. Lei pretende che io vada al cinema come andavo a scuola. Non ha senso 'sta cosa.
C - È una questione di atteggiamento, ma anche di sensibilità. A lei diciamolo, del film non frega nulla. Le frega solo di come si sente a fine serata. E a questo può contribuire tutto: pop corn, gelato, sms, film, senza distinzione di valore.
S - I pop corn aiutano il buon umore.
C - Io mi innamoro del ghigno mefistofelico e stupefatto di Ralph Fiennes, lei della tipa grassottella della fila davanti.
S - Non so che dirle. In Bruges è divertente in certi momenti, ma in altri mi è sembrato senza senso. Non ho capito delle cose. Se invece vedo Superheroes o 3ciento mi faccio due risate e sono contento.
C - Mah. A nessuno importa niente di niente. Si cerca sempre e solo la curiosità morbosa, la risata facile. Si guarda ovunque, ma senza attenzione. E ci si perde tutti i dettagli. Si dorme 23 ore al giorno, e nell'ora che resta si inveisce contro politici, familiari e calciatori. Non si fa altro che dire idiozie, perchè non si è più capaci di concentrarsi su nulla. Siamo la generazione Ritalin.
S - Ritalin?
C - Ritalin sì. E ora vado a casa.