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Cultura

La sera che ho difeso Pippa Bacca

 
A pochi giorni dalla morte dell'artista Lorenzo č a una cena con parecchi vip dell'arte. E nessuno fa un cenno per la poveretta. Possibile?
 
   

     
3 maggio 2008
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di Lorenzo Bagnara
   

Chi ci avrebbe mai creduto? lo, strenuo entusiasta di quel frammento di cinema italiano in cui Alberto Sordi e signora davanti alle opere della Biennale dicono "Boh?!", paladino di quelli che sostengono che chi non sa cosa fare ed è ricco di famiglia finisce a fare l'artista .. Ebbene sì, proprio io stasera mi sono ritrovato a difendere Pippa Bacca.

Il cadavere di Pippa Bacca - al secolo Giuseppina Pasqualino, nipote di quel Manzoni, no, non quello dei Promessi Sposi ma della Merda d'Artista - è stato ritrovato il 12 aprile 2008 in Turchia.
La poveretta è stata violentata ed uccisa mentre cercava di raggiungere Israele in autostop vestita da sposa. La sua doveva essere una performance di pace, portare un messaggio di speranza attraverso terre violentate dalla guerra, dimostrando uno fiducia cieca nell'essere umano. E purtroppo ha pagato con la vita questa sua idea, abbordata da uno psicopatico che senza pensarci troppo l'ha caricata, violentata, ammazzata e seppellita. La telecamera di una stazione di servizio ha immortalato lo squilibrato mentre la caricava e bordo del proprio mezzo.

Ebbene, il vostro eroe si è trovato di recente ad una cena legata al mondo dell'arte contemporanea in una non meglio identificata città del nord Italia, non diciamo quale ma diciamo che erano coinvolti enti che operano in questo settore a livello nazionale ed internazionale. La presidentessa della non meglio specificata associazione inizia il suo discorso di ringraziamento chiedendo un minuto di silenzio. Ed io penso: ci siamo, adesso commemorano Pippa Bacca, sarà stata un loro amica ..
Ed invece no, il silenzio richiesto dura l'attimo che precede un "grazie a tutti per essere qui, grazie a questo per averci ospitato, grazie a quest'altro per aver pagato il catering, grazie a quello che invece ha sganciato gli euro degli inviti" e dopo i grazie penso, "va beh sarà una procedura istituzionale, adesso la commemorano" ed invece NO.

Hanno parlato di un video fatto da non so chi (ma era una la cui mostra a Milano si dava per scontato che fosse stata vista da tutti i presenti) che rappresentava un satellite spaziale fluttuante in un teatro vuoto per denunciare la fagocitazione del pubblico teatrale da parte di cinema e tv (sarà vero? Se a teatro c'è qualcosa di bello io non riesco mai a prendere il takeaway lì vicino perché ci sono macchine parcheggiate ovunque, e questo mi sembra un buon segno sullo stato di salute del teatro, almeno nella mia città), hanno parlato degli eventi che ci saranno di qui al 2012, ma niente Pippa.

Un accenno mi sarebbe bastato, un dieci secondi di silenzio, oppure un "Ciao Pippa" a conclusione del discorso. Nulla. Il dramma è stato nel fatto che solo io mi sono posto questo problema, io che sono quanto di più lontano ci possa essere dal credo artistico e politico che certamente aveva questa povera giovane donna. Quando ho provato ad accennare tra un canapè ed un vol au vent a qualche intervenuto cosa ne pensava della tragica scomparsa mi sono sentito rispondere "che nome assurdo aveva quella là, ci siamo fatti quattro risate sopra quando l'abbiamo sentito alla tv". Cioè, queste cose non l'ha dette l'uomo della strada ma personaggi che sono cresciuti nello stesso humus culturale della poveretta.

Le mie conclusioni quindi stanno qui.
Arte contemporanea: tanti si credono artisti ma sono in realtà dei bravi imbonitori, o almeno così sono i galleristi che li rendono più o meno famosi.
Per me Pippa Bacca conta quanto i nomi fatti stasera: saranno di gente che viene più o meno collezionata, ma penso che il più delle volte quando due persone parlano di arte contemporanea, chi ascolta faccia finta di conoscere l'artista di cui sta parlando l'altro (a proposito, un giorno dirò che possiedo un'opera su video di Desco da San Gimignano - in ricordo di un professore del liceo che per mettere in crisi uno studente super preparato si inventò questo ipotetico stilnovista solo al fine di sentirsi raccontare una inventata, ma verosimile, biografia).
Pippa è stata sicuramente poco cosciente ma mi sembra che nell'arte degli ultimi 50 anni non manchino i nomi di artisti che per incoscienza hanno perso la vita durante la realizzazione di una performance

Chissà, forse adesso le opere di Pippa prenderanno valore, la madre ha già annunciato un mostra in memoriam, forse faranno anche un film o una fiction su di lei, del resto l'immagine del suo ultimo viaggio appare molto poetica (una donna vestita da sposa che fa l'autostop sembra una scena di Little Miss Sunshine) e pare si presti al caso. Comunque andrà, resta il fatto che tutto questo è successo davvero, non è un Blair Witch Project dove tutto invece era montato ad arte per sembrare realtà.
In un certo senso quello spezzone a scatti (non l'ho mai visto ma lo immagino così, in bianco e nero, frammentato) ripreso dalla telecamera della stazione di servizio, lei che sale sulle furgone del proprio killer, contiene in sé una sacralità ed deve incutere un senso di rispetto che solo l'opera d'arte vera riesce a trasmettere. Quindi, in un certo senso, l'opera alla fine c'è. L'ha creata, in modo tragicamente dadaista, ma è lì negli archivi di qualche commissariato. Un giorno forse la metteranno su youtube e tragicamente qualche artista ne farà un'opera a sua volta, esposta e collezionata. E visto che nessuno quella sera l'ha detto, almeno lo dico io, ciao Pippa.

 
 
 
 
 
 
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