S - La cosa che mi sembra strana è che lei si lamenti sempre di questo e quello e poi faccia tutte queste moine a un film del genere.
C - Non le è piaciuto insomma?
S - Mannò, mi sono pure divertito, però non è che uno si ammazzi dalle risate. E poi il football americano, e la prima guerra mondiale. Chissenefrega, dai. Ti fa sorridere ma alla lunga annoia.
C - Farò così. La prenderò un po' alla lontana.
S - Alla lontana? Quanto alla lontana?
C - Lo sa cos'è la sezione aurea?
S - Molto alla lontana... No. Non lo so.
C - Non pensi che le stia chiedendo chissà ché. Dopo il Codice da Vinci la sezione aurea è diventata una curiosità da Settimana Enigmistica.
S - Mai fatta la Settimana Enigmistica.
C - La sezione aurea è una proporzione numerica. In definitiva un numero. Lo si chiama convenzionalmente fi.
S - Ma senta, ma pure la matematica ora?
C - Stia a sentire. Il numero fi è interessante perchè rappresenta e definisce con precisione alcuni rapporti formali e numerici ricorrenti in natura. Le dimensioni dei vari arti nel corpo umano. Le spire di una conchiglia. Le popolazioni dei due sessi in un alveare. E un sacco di altre cose. Salta sempre fuori fi.
S - Voglio proprio vedere come torniamo ora a Clooney.
C - E' una questione di armonia. Prima di tutto estetica. Riteniamo istintivamente proporzionate le forme che rispettano un certo rapporto. Un rapporto che sembra precedere la nostra stessa percezione del mondo. Forse il mondo stesso.
S - Ho fame.
C - Ora mangiamo. Quello che cerco di dirle è che non possiamo star qui a valutare sempre e soltanto il cinema per le sue tracce politiche. Dio sembra inscriversi nelle forme assai più spesso che nei contenuti.
S - Merda.
C - Cosa?
S - Ho fame e lei parla e non si muove e io non ho il coraggio di dirle che ne ho due palle così.
C - Pare che l'abbia trovato. Comunque sto risponendo alla sua domanda.
S - Ma quale domanda, su. Lei è uno che si parla addosso. Non faccia l'ingenuo con me.
C - Lo sa, è tutta la vita che guardo film. Questo ha sedimentato dei riferimenti dentro di me. Nel mio intelletto. E nel mio subconscio.
S - Anch'io guardo film da quando sono piccolo, non vuol dire nulla. Questo film era una robetta.
C - Ha mai visto L'appartamento? O Quando la moglie è in vacanza? Ha mai visto i film di Hawks?
S - Non so. Non mi ricordo mai i titoli. E' roba vecchia?
C - Abbastanza.
S - Tipo 5 anni fa, così? Non mi ricordo molto di 5 anni fa.
C - Un po' di più...
S - Mmm. Allora nisba.
C - Le comiche del muto?
S - Ma i film dove non parlano dice?
C - Se si guarda un vecchio film di Wilder, noterà che spesso i dialoghi hanno un ritmo esasperato. Parrebbe quasi una parodia. Tutti appaiono all'occhio non allenato come esagitati. Lemmon, un mostro di bravura e sensibilità, in questo era un maestro. A guardarlo oggi sembra reciti con il fast forward nei pantaloni. Con il muto si andava persino oltre. L'azione accelerata e il parossismo degli aspetti mimici erano la regola della narrazione.
S - Senta. Mi dica dove vuole arrivare e finiamola qui.
C - Esistono dei codici. Tutto qui. Alcuni sono preesistenti al cinema, altri sono l'esito della Storia del medesimo. Clooney li rispetta. Li omaggia. Li rinnova. Non è nemmeno post-modernismo. Magari un po'. Ma lo definirei piuttosto un delizioso, colto divertissement. Una adorabile quisquilia.
S - Ecco. Ora andiamo a mangiare.
C - Ha capito almeno?
S - Sì, più o meno. Ma non mi ha detto perchè le è piaciuto il film.
C - ...
S - ...
C - Beh. Se proprio vuole saperlo, mi sono divertito molto. Ho riso. Mi è passato in un attimo. Sono buone ragioni no?
S - Beh, sì, sono buone ragioni. Che strano però che stavolta si è divertito lei e io no. Cioè, non quanto lei.
C - Ora andiamo. Ho fame anch'io.