Ebbene sì. mentelocale ha colpito ancora. Questa volta a cadere in tentazione, attirato dalle esalazioni aromatiche della cucina
fusion, è stato nientepopodimeno che
Elio. Senza le sue Storie Tese, che ha lasciato a casa per lanciarsi nell'avventura teatrale de
Il carnevale delle bestie, assieme a Enrique Mazzola. Si tratta di uno
spettacolo liberamente ispirato dal celeberrimo
Carnevale degli animali di
Camille de Saint-Saens. Musica classica, ma anche un clamoroso caso di ironia dissacrante di fine ottocento. Quindi l'ambito più adatto all'estro corrosivo di Elio.
Un estro che non si smentisce neppure a tarda notte, quando il cantante si presenta per cenare dopo lo spettacolo. È visibilmente stanco e la chierica è sempre più incipiente. Quando mi avvicino con carta e penna mi guarda sospettoso. Gli spiego che il mio dovere di cronista sarebbe di intervistarlo.
"Ma non lo farai" mi risponde. È un misto tra un'ingiunzione e una supplica. È gentile, e tutto sommato, disposto a parlare.
"Di Inter e di...", mi spiega uno dei suoi amici al tavolo. Non continua. Immagino sia perché c'è una signora. Allora si parla di calcio. Del resto è domenica sera. Lo informo della vittoria dell'Inter a Perugia, e lui pronostica un ritorno prepotente dei nerazzurri che "partono da lontano, da mooooooolto lontano, ma arriveranno in alto". Se non è ironia questa... Quando gli spiego che sono tifoso della Roma, mi gela con una battuta.
"Ah, e la Roma cosa ha fatto, ha vinto? Quest'anno perde solo con l'Inter". Gli faccio notare che, per una sorta di par condicio ambrosiana, la Roma quest'anno ha perso anche con il Milan.
"Già, è vero. Questo non mi piace tanto. Che ha fatto il Milan con la Lazio?". Ha vinto. Ad Elio si blocca il boccone nella strozza.
"Questa non me la dovevi dire, cazzo". Dovere di cronaca. Dovrei anche fotografarlo, ma non si trovano più le macchine digitali in redazione. Pesce d'aprile di un collega o opera malvagia di qualche mariuolo? Fatto sta che continuiamo a chiacchierare amabilmente di sport, del gran premio di formula uno, della Ferrari e della McLaren, mentre Elio è alle prese con
tempura e
crostini tai (non chiedetemi cosa siano, ma il nostro mostra chiaramente di gradire). A dire il vero sarebbe più professionale chiedergli del suo rapporto con la musica classica, dello spettacolo e dei programmi futuri. Come non detto.
Gli chiedo se posso scrivere un'intervista fittizia.
"Certo, si fa sempre così". Tanto, ribadiscono al tavolo, parla solo di Inter.