Il tè è argomento che appassiona: oltre ai commenti che potete leggere nell'ultimo post, mi sono arrivate anche alcune mail (marinaseveso@katamail.com) che confermano come questa bevanda possa diventare un vero piacere della vita. Per Camilla, infatti, cercare di conoscere non solo i vari tipi di tè ma anche le loro storie e i modi più indicati per utilizzarli è diventato, da qualche anno, una passione, mentre Manù non riuscirebbe più a concepire la sua casa senza una tazza di tè da offrire agli amici: "Ha iniziato la mia coinquilina, ma ci siamo convertiti in fretta tutti: ci divertiamo a provare specialità diverse e ognuno di noi ha i suoi tè e tisane preferiti."
Sia Manù che Camilla, però, ammettono di non aver dato finora la preferenza ai tè biologici e chiedono maggiori lumi sull'argomento, sperando di non dover rinunciare al divertimento di provare sempre nuovi sapori.
È vero che limitando la scelta ai tè coltivati con metodo biologico, cioè in assenza di pesticidi e di fertilizzanti chimici, le opzioni sono più ridotte, ma il panorama dei tè è talmente ampio da non risentirne troppo.
In ogni caso, si può per esempio privilegiare la produzione biologica per i tè che usiamo consumare in quantità maggiore, riservando gli altri a momenti collettivi più sporadici.
La coltivazione biologica, oltre ad essere più sana per chi consuma i prodotti così ottenuti, spesso rappresenta per le popolazioni che lo coltivano un modo dignitoso di sfuggire ai prezzi bassi e alle dosi massicce di prodotti chimici imposti dal commercio in mano alle multinazionali. In molti casi, infatti, il biologico è praticato da cooperative o associazioni di lavoratori e anche quando non è così permette ai contadini - e ricordiamo che nella piantagioni di tè lavorano molte donne - di non respirare o stare a contatto con sostanze di fatto velenose, che in non pochi casi pur essendo vietate nei paesi occidentali continuano ad essere impiegate altrove.
Maura, invece, mi scrive chiedendo se il tè non ha controindicazioni, e qui il discorso si fa complesso perché naturalmente molto dipende dal tipo di tè. Anche la caratteristica principale per cui il tè è noto, cioè quella di essere un eccitante come il caffè, è in verità relativa poiché esistono qualità che contengono pochissima teina e sono adattissime ad essere bevute la sera. In generale, comunque, pare che il tè ostacoli l'assorbimento del ferro e perciò si raccomanda di berlo lontano dai pasti, soprattutto se si consumano alimenti destinati a reintegrare la quantità di ferro che ci serve. Chi sospetta una tendenza all'anemia, quindi, farà bene a informarsi più precisamente su questo dato, ricordando però che in ogni caso si tratta al massimo di comportarsi con un po' di criterio e non di eliminare del tutto la bevanda. In rete, un buon sito di informazioni e curiosità è quello segnalato da Kiri nei commenti al post precedente, del Museo del Tè di Raddusa (link: www.lacasadelte.it).