Il libro Contro le donne nei secoli dei secoli, di Silvia Ballestra, ha un incipit che rende molto il tono di tutto il saggio.
Questo libro è una scenata. E ancora scrive Silvia Ballestra:
...Un grande passo indietro delle donne con la grande complicità delle donne stesse. È così, non nascondiamocelo. Non di tutte, certo, ma di molte. E se fossimo un esercito, avremmo tra le fila un po' troppi collaborazionisti. Certi giorni mi sento accerchiata. Certi giorni le cose vengono avanti tutte assieme e allora è più facile verificare che quel sentimento di assedio non è una paturnia solo mia. Certi giorni le agenzie di stampa sputano fuori dati e statistiche, o le dichiarazioni di un politico particolarmente becero, o l'ultima di Ruini, o le intercettazioni d'un principe porcaccione, o l'ennesimo massacro in famiglia, e allora mi accorgo che tutto, in qualche modo, torna si ricombina. Ecco un segnale, mi dico. Ed ecco un altro segnale. Finché emerge la certezza che tutto si tiene. Un Ruini, a sorpresa, si incrocia perfettamente con la pubblicità osé, e allo stesso tempo si incastra come il pezzo di un puzzle sul guizzo maschilista, sulla battuta volgare. Tutto si tiene; è lo stesso disegno, tanti fiumi che vanno allo stesso mare: quello dell'ostentato disprezzo per la donna.
da Contro le donne nei secoli dei secoli di Silvia Ballestra,
ed. Il Saggiatore.
L'ho riletto ieri sera, è un libro del 2006, ed è sempre drammaticamente attuale. Anzi, direi che la situazione sia precipitata.
Dunque un appello a Silvia Ballestra, e non solo a lei, per un'altra tempestiva scenata.
Che siano le donne a parlare.
Della questione dell'aborto ormai parlano quasi sempre e solo gli uomini.
È uscito un libro in risposta a Ferrara e alla sua "lotta", ma l'ha scritto un uomo, che stimo e leggo, ma un uomo, e nel libro, che non ho acquistato, Sofri e Ferrara se la raccontano, si spiegano cose, Caro Giuliano, Caro Adriano, così tutto il libro, con un breve intervento all'interno, tante grazie troppo buoni, che fece Natalia Ginzburg.
Un duello tra auterevoli penne, tra vecchi amici, e tra l'altro, mi pare, e credo che Sofri non intendesse farlo (ma come, non ci avrà pensato?) altro non fa che risollevare attenzione sui delitranti e violentissimi appelli di Ferrara, che per fortuna erano venuti perfino un po' a noia.
Meditate donne, meditate.