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Finché morte non ci separi, a meno che a separarli non sia la legge. Povero, vecchio matrimonio. Quando mia nonna sognava l'abito bianco, il matrimonio era combinato. Adesso è solo programmato da trafficanti di sogni. La Guardia di Finanza di Bologna ha scoperto in questi giorni l'ennesima organizzazione che fornisce pass d'ingresso nel nostro Paese ad extracomunitari mediante la stipula di matrimoni falsi e documenti di lavori inesistenti. E si sa, oggi sposarsi costa caro. Quindicimila euro, da versare all'organizzazione, la tariffa standard per sposare una donna italiana ed il prezzo aumenta perché bisogna prendere un aereo per il Pakistan. Il tempo di celebrare il rito (quando il tutto non avviene per telefono, passaggio successivo del nostro "mi ami, ma quanto mi ami?", dove questa pratica ha piena validità ) e la sposa riparte per l'Italia col suo bottino di seimila euro.
E poi va da sé, lo sposo si sente solo in Pakistan e chiede il ricongiungimento alla sua adorata moglie italiana, ottiene il visto per l'ingresso in Italia ed il permesso di soggiorno in attesa del riconoscimento della cittadinanza italiana. A Bologna la magistratura ha disposto il fermo di cinque pakistani ed un italiano. Finora tre i matrimoni scoperti. Adesso non facciamo gli schizzinosi. Il maschio italiano è solo al quinto posto,gli amatori più focosi sono i greci e gli spagnoli. E i pakistani, non è detto che un matrimonio falso sia pure bianco.
Vediamo cosa succede se decido di sposarmi. La legge italiana, tramite gli artt. 143, 144 e 147 c.c., relativi ai diritti e doveri tra coniugi e nei confronti della prole, disciplina l'istituto del matrimonio tra concittadini. Bando al detto "moglie e buoi dei paesi tuoi", nulla mi vieta di scegliere uno straniero come legittimo consorte. In questo caso, sposandomi, il mio consorte, dopo sei mesi, acquisterebbe la cittadinanza italiana e la legge aggiunge "quali che siano le future sorti del matrimonio". E qui non stiamo parlando di un'ingenua ragazza soggiogata dal fascino asiatico, ma di vere e proprie truffe, di attività illegale. Solo lo scorso anno, stessa situazione a Bari. Altra agenzia matrimoniale, gestita da un'associazione criminale è stata scoperta e sgominata da carabinieri e polizia. Quadro di un paese che continua a cadere nel caos burocratico, per la serie: le leggi sono uguali per tutti, ma ognuno applica la sua. Comuni che si rifiutano di celebrare matrimoni senza il permesso di soggiorno, ambasciate che non rilasciano il visto di ingresso per ricongiungimento familiare o per familiare al seguito, pubbliche amministrazioni che applicano a piacimento la legge Bossi Fini sull'immigrazione o il Testo Unico che disciplina l'immigrazione e le condizioni dello straniero.
E non dimentichiamo che gli italiani che acconsentono a questi matrimoni sono consenzienti dietro pagamento di denaro. L'Italia è il paese dove non si chiamano le cose col vero nome, mille giri di parole e mille girotondi. Così diventa facile che vengano tacciati di razzismo coloro che scoraggiano le unioni tra cittadini ed extracomunitari, perché un sogno d'amore non si può infrangere. Una sorta di scarica-responsabilità, quando invece occorrerebbe sensibilizzare l'opionione pubblica a non cedere, anche sotto pagamento, a queste trappole, a non farsi manipolare da queste organizzazioni che sfruttano il marcio della nostra società. E noi dobbiamo svegliarci perché non abbiamo più nemmeno la scusa dell'ignoranza. Il problema non è l'accoglienza. Essere cittadino italiano diventa un vanto quando l'Italia è in grado di creare delle strutture, di assicurare un'esistenza dignitosa.
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