Seconda puntata delle nostre Blog Wars. Terreno di scontro, questa settimana, la pellicola di Peter Del Monte Nelle tue mani. Confesserò: stavolta il film io non l'ho visto. Che vergogna. Magari una di queste sere rimedio. Intanto rilevo che, nonostante le molte critiche favorevoli raccattate sulla stampa nazionale, Alessandro ha gradito ma gli altri no. D'altra parte se andassero tutti d'accordo dovrei cambiar titolo alla rubrica.
Legenda
* Gelo antartico
** Inverno rigido
*** Brezza autunnale
**** Tepore primaverile
***** Tramonto estivo
Alessandro (www.cronachesorprese.it) ***
Un astrofisico segue una sonda nello spazio, ma un giorno il flusso di dati si interrompe. Sarà colpa di Keplero, il gatto del laboratorio: un talento italiano che Nelle tue mani non riesce a lanciare. Come che sia la sonda è persa per sempre, nonostante i calcoli fatti da scienziati giovani, carini e secchioni come il protagonista.
Succede nei migliori dipartimenti di ricerca, come accade nelle migliori famiglie, che a un certo punto salti tutto per motivi apparentemente casuali. La mamma è un caos, lo dice anche la figlia: del resto Kasia Smutniak di Caos Calmo se ne intende. Il papà è uno buono per forza e, come dice giustamente la mamma, fa un po' pena. Non come attore, intendiamoci, anche se Marco Foschi è stato meglio nel cameo di Come tu mi vuoi.
Il film non decolla ma è bello, girato bene, con inquadrature pulite ed efficaci, con una scelta di interni "quotidiani" ma non sciatti.
Estrellita (www.stellinorama.it) *
Questo è il classico film da vedere da sola quando sei irritabile, vittimista e tendente al nero seppia. Una storia da sindrome premestruale, insomma. Puoi stare certa che ti troverai in una sala semideserta e potrai piangere in pace pensando alle sfighe dell'umanità.
Ma voglio essere magnanima e pensare che non si tratti semplicemente di un brutto film, no. Voglio credere che tutto sia stato calcolato nel dettaglio e voluto dal regista: la babbaggine dell'astrofisico, la prevedibilità delle sequenze, i coiti sulle mattonelle, le banalità, i tempi morti, l'assenza totale di una storia e persino l'incapacità degli attori (solo mi domando perché scegliere una bambina così mostruosa).
Vorrebbe, anche se non ci riesce, essere un film drammatico con spunti di riflessione sui problemi psichici e su un tema di grande attualità come l'aborto.
Invece riesce solo a dare un consiglio pratico alle ragazze: non usate la coca cola come spermicida.
Tambu (blog.tambuweb.it) *
La prossima volta che una ragazza vi dice «lascia stare, sono un casino» giratevi e correte via a gambe levate, e possibilmente non voltatevi indietro: Nelle tue mani vorrebbe essere un film triste, con la pretesa di far riflettere su situazioni familiari al limite e problemi mentali, ma mostra solo una somma esponenziale di casini e quindi alla fine rasenta il ridicolo. Sembra molto più lungo del necessario, è recitato male, i dialoghi sono banali, piatti e intervallati da silenzi imbarazzanti e si possono prevedere le scene meglio dell'affondamento del Titanic. Non ho mai visto Lo zio di Brooklyn, che mi dicono essere un campione al riguardo, ma questo è sicuramente uno dei peggiori film mai visti in vita mia, tanto è vero che ho passato il tempo a cercare di capire se il protagonista assomigliasse di più a Totti o a Rupert Everett, a seconda dell'inquadratura.
Red Pill (redpill.blogsome.com) *
Solo l’anno scorso, Quentin Tarantino aveva avuto la brillante idea di criticare l’odierno cinema italiano, non sapendo che l’orgoglio provinciale dei nostri brillanti registi avrebbe causato indignazione e offesa. Tarantino sbagliava. Non tutti i film usciti dall’Italia sono brutte copie di una stessa trama, fatta di litigi familiari, crisi emotive, amori che si infiammano e che si spengono. Alcuni film italiani sono piccoli frammenti di opere d’arte, che ti prendono e ti portano via in un mondo lontano e di fantasia. Alcuni film italiani indagano le profondità dell’uomo e i suoi limiti, il dramma dell’esistenza e la crisi di un’illusione. Alcuni film italiani sono un piacere per lo sguardo e per il cuore. Nelle tue mani: no.