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"Infinitamente ammirevoli poi son le due del celebre Puget: quella di S. Sebastiano è un capo d'opera di questo egregio scultore, sommamente da' conoscitori lodata ed encomiata.
È da ammirare in essa la rassegnazione del Santo al palo colle braccia avvinte, nella acutezza del dolore per l'acerbo martirio sofferto, da frecce saettato a morte.
Non puossi di più al vivo esprimere sul marmo la flessibilità dei muscoli e l'elasticità della pelle nelle belle e palpabili forme ed esatte proporzioni del nudo che sembra rivivere sotto gli occhi dello spettatore incantato.
Il di lui elmo, la lorica e lo scudo offron pure dei belli rilievi in scoltura.
Insomma tante bellezze infinite di dettaglio racchiude, che non solo per la prima opera dell'arte del lodato artefice debbasi annoverare, ma fra le prime statue che comprenda l'Italia, e ben a ragione merita il di lei autore di essere dai suoi nazionali col nome glorioso del Michelangelo della Francia contaddistinto e fregiato.
Del pari eroico e grande è il contegno della statua del beato Alessandro Saoli, in estasi al cielo rivolto.
Lornato in ricamo alla stola e al piviale, le pieghe del camice sono con somma eleganza e profonda maestria al vero ritratte".
Descrizione della città di Genova da un Anonimo del 1818, 1974, Genova
"Quattro grandi statue adornano il transetto. Il San Sebastiano del Puget è tra esse la migliore."
Charles de Brosses
Lettres Familières sur lItalie, 1739-1740
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