mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Spettacoli
Raul Bova
 

Il critico e lo spettatore

 
Torna l'appuntamento satirico con i maggiori successi in sala. Stavolta parliamo di 'Scusa se ti chiamo amore'. E il dibattito s'accende
 
eventi
Non sei ancora iscritto alla nostra newsletter cinema? Clicca qui!  
top 10

 
   

     
06 febbraio 2008
Stampa Invia amico
 
mentelocale di
Giorgio
Viaro
   
 
Il critico e lo spettatore nasce con l'intenzione di raccontare i film in sala secondo una doppia prospettiva. Non per dare risposte, ma per stimolare la discussione. Per questo l'articolo termina con un sondaggio. Se avete voglia di dire la vostra, poi, non esitate e scrivetemi a giorgio.viaro@mentelocale.it. Avrete spazio.
Abbiamo iniziato questa rubrica con un film d'autore, Cous Cous, osannato su ogni foglio di carta che ci sia capitato tra le mani e assai visto anche in sala, per il quale nutrivamo invece personalmente più di una perplessità.
Molti si sono fatti qualche risata (questa in fondo è una rubrica satirica, non bisogna prenderla troppo sul serio), altri hanno lanciato ortaggi di dissenso. Ma come: già il cinema di qualità deve sopravvivere a ogni Muccino o Pieraccioni che passa, e ci mettiamo pure a far sarcasmo? Per equità, e con somma gioia, trattiamo dunque questa settimana dell'altro lato della medaglia cinematografica: l'epidemia di "moccismo".

Spettatrice - Io già lo so. Già lo so che tutti i giornalisti lo stroncheranno. Ma possibile che nessuno tra questi signori e signore sia più capace di sognare? Possibile che si debba sempre prendersela con Raoul Bova o Scamarcio solo perchè sono dei manzi da paura? Ma l'avete visto quant'è figo Raoul con quelle camicie attillatissime?

Critico - Io già lo so. Già lo so che Scusa se ti chiamo amore (ma che è, un titolo o una conversazione?) farà un tornado di milioni. E non è mica che questo mi faccia arrabbiare in sé. Lo si dice sempre no? Facciamo i soldi con i film popolari e reinvestiamoli nel cinema di qualità. Poi, guardate, nemmeno mi fa arrabbiare che le donne perdano la testa per Raoul Bova. Già lo so prima di vedere il film che far l'attore non è il suo forte. E, certo, vestito a quarant'anni con certe camicie attillatissime sembra un po' un coglione. Ma, davvero, non è questo il problema...

S - Io quando vado al cinema voglio stare tranquilla, voglio sentirmi felice. In questi film ci ritrovi la tua vita, solo più bella e più eccitante. Capitasse a me di incontrare uno come Raoul! Volevo una serata "miele" e una serata miele ho avuto. Fatevelo voi il sangue amaro se vi divertite. E poi lo dice anche la voce nel film: "alla gente piacciono le cose semplici".

C - E non sono nemmeno le citazioni dozzinali da Shakespeare e Aristotele, da film e canzonette, sparpagliate alla rinfusa e senza cervello, come guarnizioni di Baci Perugina, per darsi un tono da intellettuali del popolo, quelli che "sanno", ma sanno anche parlare alla gente. Teneteveli. È da ipocriti, ma chissenefrega. Tenetevi persino le sparate pseudo-illuminate ("Alla gente piacciono le cose semplici" - e quali sarebbero le "cose semplici"?) che ci riducono tutti a una massa indistinta, senza carattere e senza un gusto privato. Pure questo vi lascio...

S - Domani torno al lavoro. E domani l'altro di nuovo. E poi ancora. La sera arrivo a casa così stanca che non ho quasi voglia di farmi da mangiare. E dovrei sentirmi in colpa perché il sabato sera guardo C'è posta per te, o perché vado col fidanzato a vedere l'ultimo film con Scamarcio? Ma chi si credono di essere questi?

C - No, quello che mi fa arrabbiare, anzi, quello che mi dispiace, è scoprire che questo cinema non è solo "brutto" (perché recitato male, da attori che non sono attori; girato male, da un regista che non è un regista; scritto male, da gente che usa gli stereotipi come bastoni): è mortificante e diseducativo. Racconta di ragazzini che passano il sabato sera a sfondare macchine rubate commentando: "Certo, è sbagliato, ma che bello essere lì in mezzo". Solidarizza con una diciassettenne che seduce un ultra quarantenne dopo mezza giornata, infrange il codice della strada per pigrizia e dà del deficiente al vigile che le fa la multa. Dipinge le liceali romane come un branco di ninfette modaiole (ma tanto unite) che disprezzano il secchione di turno e decantano slogan come "basta che sia fico", con una superficialità che sconcerta.

S - Il cinema deve portarmi via, in altri mondi. Deve farmi ridere e piangere e innamorare. Grazie Raoul perché sei bellissimo e bravissimo. E grazie Moccia perché con le tue storie, così normali e così vere, posso perdermi e sognare.

C - Il cinema, l'arte, dovrebbero stimolare il pensiero e la fantasia. Essere un passo avanti allo spettatore, e guidarlo alla scoperta d'altri mondi, pensieri, idee. Quando questo non accade, sarebbe almeno bello che allo spettatore non rimanessero dieci passi indietro. Legandolo a un presente (sociale e televisivo) desolante, e spingendolo a imitare modelli posticci o, peggio, la parte più stanca di sé.
 
 
 
 
 
Tu con chi stai?
VOTA

 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti


mentelocale Tu con chi stai?

mentelocale
mentelocale
Sono d'accordo con il critico. 'Scusa se ti chiamo amore' č un film non solo brutto ma anche diseducativo, perchč propone modelli umani sciocchi e stereotipati. mentelocale 75.4% mentelocale
mentelocale
Sono d'accordo con la spettatrice. Il film mi ha fatto sognare per due ore, con un storia che in fondo č soltanto una favola moderna. mentelocale 24.6% mentelocale
mentelocale
mentelocale
   
   
 




 

Oggi in home page
  Jobs: «disonesto, tirchio e drogato»  
  World Press, ecco la foto dell'anno  
  La polizia secondo Le Besco  
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo  
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo
Genova, Teatro Cargo al Teatro di Villa Galliera
domenica 19 febbraio 2012
9,00 €
 
mentelocale
 
Titus - Studio sulle radici
Milano, Sala La Cavallerizza
10 feb. - 19 feb.
da 13,00€
mentelocale
mentelocale
Valigie
Genova, Sala Diana - Teatro Garage
18 feb. - 19 feb.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie etą
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
Elio e le storie tese
Genova, Teatro Carlo Felice
13 mar. - 13 mar.
da 28,50€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License