Se parliamo dell'illegalità del download o del possesso di marijuana, viene da pensare che questo tipo di ostacolo alla libera e spensierata circolazione dei corpi e della conoscenza possa essere riconducibile a motivazioni economico-culturali. Finché ci riescono, grossi gruppi di potere (lobby dell'industria culturale nel caso del download e criminalità organizzata nel caso delle droghe leggere, o forse il contrario o tutti insieme allegramente) difendono la loro importante fetta di mercato nell'influenzare l'opinione pubblica, delegittimando e colpevolizzando questi
due comportamenti che agli occhi dei più giovani (mi sento di poter sostenere) appaiono innocenti.
In questo caso una buona maggioranza di cittadini (in genere dai 40 in su) rimane ancorata a concetti e punti di vista obsoleti e rallenta l'adeguarsi delle leggi alla realtà. Si tratta di temi con cui raramente questa parte della popolazione ha avuto direttamente a che fare anzi, per la maggior parte dei casi si è formata un'opinione soltanto attraverso questo grande strumento demoniaco che sono i media (ops!). Con questo non si vuole attaccare certo il sistema democratico per il quale la maggioranza detta legge; solamente si auspica che siano il tempo e il dialogo politico a scardinare questi attuali vincoli alla libertà di buona parte della cittadinanza.
C'è un articolo del codice penale che intimorisce un poco: è l'articolo 688 che punisce la manifesta ubriachezza, individuabile in "alito fortemente alcolico, andatura barcollante, pronuncia incerta o balbettante" [fonte: Sindacato Italiano Lavoratori Polizia Locale, (
www.silpol.it).
Ma cosa si intende con questo? Si possono multare le persone per ubriachezza anche prescindendo dall'uso dell'etilometro? Se un vigile zelante capitasse per sbaglio ad una festa della birra dovrebbe, per rigore da professionalità, finire il suo blocchetto delle multe? E in più, considerando che nelle prime ore dal risveglio il mio alito è sospettabilissimo e le mie capacità comunicative e motorie sono estremamente ridotte, posso rischiare una sanzione nel caso in cui venissi interrogato da un vigile?
Insomma, c'è il rischio che questa legge possa essere applicata sul momento, facendo sì che l'illegalità della situazione sia discrezionale e dipenda in buona parte dall'umore del pubblico ufficiale in cui ci si imbatte. Con queste parole non si vuole assolutamente scherzare con l'uso e l'abuso di alcool che è anzi una diffusa e pericolosa abitudine di buona parte di noi giovani d'oggi. Più che altro si vuole riflettere ed evidenziare come alcune leggi, norme e articoli siano molto simili ad una costante minaccia per il cittadino inconsapevole.
Bisogna insomma vivere così: incrociando le dita e assaporando il brivido della trasgressione come fa quella vecchietta che si ostina a buttare la spazzatura nel bidone fregandosene dell'orario stabilito dal comune. Sembra che l'unico modo per andare avanti sia semplicemente abituarsi o, ancor meglio, non saperlo proprio. È come per il rischio di pestare una merda: sai che per strada ce ne sono tante, ma non puoi per questo smettere di uscire di casa. E allora eccoci tutti in giro ma con una gran tensione addosso perché, si sa, la merda incombe. Ad ogni passo, uno sguardo avanti e uno a terra, uno avanti e uno a terra. Alla fine non ci si pensa più: nel bene e nel male l'abitudine porta a convivere in tranquillità con la merda.
Insomma, che lo si sappia in giro:
Art. 688 del Codice Penale.
Ubriachezza.
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, è colto in stato di manifesta ubriachezza è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.
La pena è dell'arresto da tre a sei mesi se il fatto è commesso da chi ha già riportato una condanna per delitto non colposo contro la vita o l'incolumità individuale.
La pena è aumentata se l'ubriachezza è abituale.